A Mugnano apre il nuovo Conad al posto dell’Auchan. Ma scatta la rivolta dei 42 da licenziare

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Stamane, in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo superstore Conad sorto al posto dell’ipermercato Auchan nel centro commerciale di Mugnano, scatta il presidio dei 42 lavoratori che non sono rientrati nel nuovo impianto e che sono stati messi dall’azienda bolognese in cassa integrazione in attesa che si sblocchino per legge i licenziamenti, alla fine di marzo.

 

Ma oggi commessi e commesse esclusi dal ciclo produttivo tenteranno di convincere i 60 colleghi che non hanno perso il lavoro a scioperare con loro. Sul posto è atteso anche il sindaco della città a nord di Napoli, Luigi Sarnataro, chiamato in aiuto dei cassintegrati dai sindacati (si unirà alla lotta anche il segretario regionale della Uiltucs Antonio Napoletano). E’ una situazione da allarme rosso sociale. Rischiano di perdere tutto tra poche settimane lavoratori disperati, padri e madri di famiglia, coppie che si sono formate conoscendosi all’interno dell’ipermercato oppure donne separate con prole e che ora, a quaranta o cinquant’anni e con figli e parenti a carico si ritrovano col dover combattere i licenziamenti in piena pandemia. Stesso pericolo anche all’ex Auchan di Giugliano, dove pure si prevedono decine di esuberi, e nell’ex Auchan di Pompei. Meno preoccupante la situazione nell’ex Auchan di Nola, appena acquisito dalla campana GDM a marchio Coop. Qui l’azienda subentrante ha annunciato che non vuole licenziare gli 88 dipendenti ma ha nello stesso tempo comunicato ai sindacati che intende riaprire l’ipermercato a maggio inoltrato e che non vuole anticipare ai lavoratori la cassa integrazione a zero ore. In questo frattempo per avere un po’ di soldi a fine mese gli addetti nolani dovranno sopportare i capricci dell’Inps, ente statale notoriamente molto ritardatario nell’erogazione delle spettanze della cassa integrazione.