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Volla. Consiglio comunale indigesto a colazione

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Convocato di primo mattino il consiglio comunale del 26 gennaio a Volla. Manca il numero legale, non vengono approvati i punti all’ordine del giorno. La seduta si scioglie bruscamente.

Il primo consiglio comunale dell’anno nuovo, mattutino e di breve durata, si è tenuto alle ore 9.30 del 26 gennaio 2015. Come da prassi, il presidente del consiglio aveva invitato per la “colazione” tutti i consiglieri comunali, sia quelli di maggioranza, sia quelli di opposizione. Ma, questi ultimi, già la sera precedente, avevano declinato l’invito, pubblicando sulla rete, tramite un giornale locale, una “lettera di protesta” nella quale annunciavano la loro “diserzione” in massa, perchè “non sono stati messi in grado di partecipare”.

L’opposizione “ufficiale” vollese ha lamentato la “poca trasparenza e la mancanza di risposte”. I consiglieri di minoranza avrebbero voluto il rinvio dei punti all’o.d.g., sia quello riguardante l’adesione del comune di Volla all’ASMEL, perchè “la delibera non è chiara : infatti il comune di Volla risulta già inserito negli elenchi di tale associazione” (vuoi vedere che si tratta di un altro affare o carrozzone politico-clientelare come la Gori?), sia quello riguardante le commissioni consiliari”: perchè ignari sul motivo della loro sospensione : e perchè queste sono ancora oggetto d’indagine da parte delle forze dell’ordine :”.

Comunque, la seduta si è aperta con attimi di “suspense”. I pochi cittadini presenti si chiedevano: “Riusciranno i nostri eroi a raggiungere il numero legale affinchè la seduta sia valida? Potranno proseguire nei lavori?” Nell’aula, pochi minuti prima dell’inizio, era presente un solo “colore”, quello del PD. Cinque consiglieri più il borgomastro e il presidente del consiglio. Totale sette. Quindi, seduta non valida. Tutti a casa? No. In zona Cesarini all’improvviso è apparso il consigliere Raciti. E fanno otto. Ma, non bastano. Ancora qualche attimo di “suspense”, e, all’ultimo secondo, ecco entrare in scena il consigliere Riccio, che, con il suo incedere trionfale e con l’aria soddisfatta di chi è consapevole di avere il coltello dalla parte del manico, che la situazione dipende da lui, trasforma la seduta da invalida a valida.

E così sia! Il consiglio può cominciare. Il presidente legge l’epistola ricevuta dalla minoranza e ritira il punto sulle commissioni per assenza del “nemico”. Il punto sull’adesione all’ASMEL viene approvato con otto voti favorevoli e un astenuto (Riccio. Motivazione: “perchè non ho letto le carte” (!?). Il capogruppo del PD, Viola, si rammarica “dell’atto strumentale e dell’assenza del contraddittorio da parte della minoranza (il nemico è fuggito, è vinto, è battuto ?) che non permette alle commissioni di potersi riformare”. Il borgomastro, fiero e contento (beato lui) annuncia, come se fosse un merito della sua amministrazione, il finanziamento per i lavori di ristrutturazione delle case della 219.

Dopo poco più di mezz’ora dall’inizio, pochi minuti dopo le 10.00, il consiglio comunale si chiude bruscamente. Il “merito” è dell’assessore A. Navarro che “bacchetta” il consigliere Raciti che aveva inveito nell”ultimo consiglio comunale, del 17 dicembre scorso, contro i dipendenti dell’ufficio tecnico, rei di non svolger in pieno il loro dovere. Difesa strenua di Navarro ai dipendenti e offesa incancellabile per Raciti, il quale dopo aver comunicato laconicamente che “risponderò per iscritto”, si alza ed esce dall’aula. La sua uscita di scena fa mancare il numero legale, il sipario si chiude, la pubblica assise termina bruscamente, e i pochi spettatori presenti lasciano il “teatro”.

Egidio Perna

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