Domenica 2 giugno, alla scoperta del parco sul mare del sito reale per l’ultimo appuntamento di “Itinerari in Scena”.
Si conclude la venticinquesima edizione di “Itinerari in Scena”, promossa dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane. L’ultimo appuntamento dell’edizione 2013 è in programma domenica 2 giugno: alle ore 10.30, in collaborazione con l’Associazione “Amici delle Ville e dei Siti Vesuviani”, visita guidata alla momunentale Villa Favorita di Ercolano, attraverso un percorso che comprende il lussuoso parco sul mare e le particolari attrazioni architettoniche della dimora divenuta nel 1802 sito reale.
La fortuna di Villa Favorita è infatti legata ad un episodio storico. Il 27 giugno del 1802 re Ferdinando di Borbone, di ritorno da Palermo dopo i moti del ‘99, approda proprio a Villa Favorita, ed il giorno seguente in “pompa magna” attraversa tutta la città rientrando a Napoli a cavallo. Da questo momento la villa diviene a tutti gli effetti “sito reale” e residenza “Favorita” di Maria Carolina, destinata ai ricevimenti estivi e alla vita sociale della famiglia, ma anche rifugio prediletto di Ferdinando che destina la casina a mare (detta poi di “Zezza”, annessa al parco della villa nel 1802), luogo per suo “privato divertimento”.
Il territorio della villa è di circa 53 moggia di terreno, ripartito tra vigne, aranciere, fruttiere, paludi e boschetti, e si estende fino alla casina Zezza e oltre con i due torrini d’accesso all’approdo. Dal 18 luglio 1825 la villa passò a Leopoldo principe di Salerno che arricchì il parco di giochi e divertimenti sulla moda europea con orchestrine, caroselli, bande militari e balancoires a foggia di cavallo, di barca, di sedia, montagne russe che nei giorni di festa apriva ai suoi sudditi. Alla morte di Leopoldo la villa andò a Ferdinando II, e nel 1879 fu ospitato Ismail Pascià vicerè d’Egitto, famoso per l’apertura del Canale di Suez; per l’occasione, furono decorati “alla turca” alcuni ambienti del piano terra.
Ritornata al Governo italiano, nel 1893 fu acquistata dalla principessa di Santobuono e per un lungo periodo sembrò rivivere i fasti antichi; ma le ingenti spese per la manutenzione, costrinsero la nobildonna a rivenderla nel 1936 al Demanio.
(Fonte foto: Rete Internet)






