Si contano ben 150mila persone in più da mettere in salvo rispetto al precedente piano del 2006. Il direttore generale Acam, Negro: “Ognuno saprà a che ora e in che giorno si dovrà muovere, e che percorso dovrà seguire per arrivare a un posto sicuro”.
L’attenzione su una prossima eruzione del Vesuvio e dei Campi flegrei, specie dopo le dichiarazioni del vulcanologo giapponese Nakada Setsuya, il quale ha affermato che «l’eruzione è certa ma occorre dotarsi di un piano di evacuazione per gestire la situazione», resta alta, tant’è che il Dipartimento nazionale di Protezione civile e la Regione Campania, sulla base delle indicazioni della comunità scientifica, hanno avviato la revisione del Piano di emergenza del 2006, ridisegnando i confini della zona rossa.
Il nuovo Piano di emergenza del Vesuvio sarà completo quando saranno ultimati il nuovo piano di mobilità in caso di evacuazione e i gemellaggi tra i Comuni da evacuare e le regioni italiane che ospiteranno la popolazione che avrà lasciato il territorio. L’area comprende ora i territori di 25 comuni della provincia di Napoli e di Salerno. Ai 18 indicati nel precedente Piano (Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase) si sono aggiunte tre Municipalità del Comune di Napoli (Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio) e i comuni di Nola, Palma Campania, Poggiomarino, Pomigliano D’Arco (enclave in Sant’Anastasia), San Gennaro Vesuviano e Scafati.
Di questi, Palma Campania, San Gennaro Vesuviano, Poggiomarino e Scafati sono collocati nella zona rossa 2, quella in cui sulla base della statistica dei venti in quota e la conseguente caduta di cenere e’ probabile che avvenga il crollo dei tetti a causa dell’arrivo delle ceneri. Per quanto riguarda gli aspetti logistici connessi all’evacuazione da aggiornare sulla base dei nuovi confini, la Regione Campania, attraverso l’Agenzia campana mobilità (Acam) sta sviluppando il Piano di mobilità in caso di evacuazione che terrà conto degli aggiornamenti contenuti nella delibera regionale. Un lavoro che l’Acam svolge insieme all’Area trasporti della Regione.
Il precedente Piano prevedeva l’evacuazione della zona rossa in 72 ore «ma stiamo lavorando per ridurre ulteriormente il tempo totale di evacuazione», spiega il direttore generale dell’Acam Sergio Negro che getta acqua sul fioco cercando di non creare inutili allarmismi: «Una volta completato il lavoro dell’Agenzia e degli uffici regionali, saremo in grado di definire i flussi ora per ora, cittadino per cittadino. Ognuno saprà a che ora si dovrà muovere, in che giorno e che percorso dovrà seguire per arrivare a un posto sicuro».
Per il direttore Negro sono tre i punti fondamentali da seguire per l’esecuzione del piano: «Il più importante è l’organizzazione, poi il rispetto delle regole e la realizzazione di qualche ulteriore infrastruttura». Su quest’ultima giocheranno un ruolo chiave la saldatura del grande anello intorno al Vesuvio con lo svincolo di Angri, che unisce la SS 268 con l’autostrada, e sull’altro versante il completamento dei lavori sul tratto Napoli-Pompei della A3. Infine i gemellaggi: per consentire il mantenimento delle relazioni sociali e la continuità delle attività scolastiche, ciascuno dei 25 comuni della zona rossa sarà gemellato con una regione che, in caso di eruzione, ne accoglierà gli abitanti.
(Fonte foto: Rete Internet)





