A Pomigliano, come a Secondigliano. Le forze dell’ordine hanno sequestrato due aree trasformate abusivamente in discariche dalla presenza di cumuli di rifiuti speciali, altamente rischiosi per la salute umana.
Cassonetti trabordanti di rifiuti, discariche improvvisate anche in pieno centro, intere città travolte dall’incubo ‘monnezza’. La gravità della questione ambientale che sta lentamente logorando Napoli e provincia, sarebbe palese anche allo sguardo più superficiale. Eppure, nonostante la linea dura del Governo, che proprio nei giorni scorsi ha messo in atto la decisione di militarizzare la cosiddetta “zona rossa”, la situazione non sembra migliorare.
Solo ieri l’emergenza Terra dei Fuochi è tornata alla ribalta delle cronache, per la scoperta di due nuove discariche abusive, entrambe nel napoletano. La prima a Pomigliano.
Un’area di 4000 mq ricoperta, in parte, di lastre di eternit, plastica, carcasse di auto, motori intrisi di olio, materiale ferroso, pneumatici, calcinacci è stata sequestrata dai carabinieri in via Cimetero. Il blitz del militari dell’Arma ha portato alla denuncia di due uomini presenti sul posto. Si tratta di un imprenditore 50enne, già noto alle forze dell’ordine, e un’altro imprenditore, 51enne di Caserta, incensurato, l’uno proprietario e l’altro affittuario del terreno. In seguito alla verifica dei carabinieri è risultato che parte dello spazio, stimato del valore di 1 milione di euro, era adibito anche a parcheggio di mezzi pesanti.
Scene analoghe a pochi chilometri di distanza. A Secondigliano la Polizia municipale ha sequestrato un’area di 25mila mq destinata alla coltivazione di frutti, deferendo all’autorità giudiziaria i proprietari. Nell’area, in Via Limitone d’Arzano, è stata riscontrata la presenza di due grandi capannoni fatiscenti, un container, diverse celle frigo per rimorchio e, divisi in diversi cumuli, circa 20 mq di pneumatici fuori uso.
Altri cumuli di rifiuti sono stati riscontrati in relazione a una precedente attività abusiva di sfascia carrozze, insistente su una grande porzione di terreno occupata cospicuamente da composti di detriti di gomma, vetro, metallo prodotti dall’attività. Nella stessa area erano presenti quattro grandi sbancamenti, ognuno di circa 60 mc. Resta da accertare il perchè i proprietari abbiano proceduto a commissionare o a fare tali scavi.
Episodi che evidenziano l’assenza di una coscienza civica che metta in grado i cittadini di anteporre il bene della propria città ai propri interessi personali. Fin quando non ci si convincerà che la salute ambientale è garanzia di benessere per il cittadino, continueremo a lasciarci sorprendere dalle più efferate sevizie compiute ai danni della nostra “amata” Terra.





