Ecomafia: il tribunale di Napoli procede più spedito che mai. Domani quarta udienza nel giro di dieci giorni. Il giudice: non ammetterò cavilli per allungare i tempi.
Ieri c’è stata la terza udienza del processo d’Appello Carosello Ultimo Atto, il traffico di rifiuti tossici scoperto nell’hinterland napoletano dai carabinieri del Noe di Roma, nel 2006. Un’inchiesta che ha preso il nome Carosello a causa di un’impressionante giro di bolla ordito per nascondere la reale natura dei rifiuti smaltiti nell’agro acerrano e nell’area flegrea. Scorie provenienti dal nord: dal Veneto e dalla provincia di Pisa.
Intanto ieri il presidente della quarta sezione che sta presiedendo l’appello, Eugenio Giacobini, ha avvertito i legali della difesa. ” Non consentirò cavilli finalizzati ad allungare i tempi del procedimento “, il monito del giudice. Detto e fatto. Per domattina, infatti, è stata fissata la quarta udienza, la terza nello spazio di appena dieci giorni. Corre voce che la sentenza possa spuntare nel giro di qualche settimana.
Alla sbarra, tra gli altri, ci sono tre fratelli acerrani accusati di aver trafficato con i veleni e il cognato di un boss della camorra casertana. Sono già stati condannati tutti condannati in primo grado a pene variabili tra i quattro anni e mezzo e i sei anni di reclusione. Ma il processo di primo grado, terminato nel marzo dello scorso anno, non ha riconosciuto il reato di disastro ambientale immane. Cosa che i legali di parte civile stanno invece tentando di dimostrare in questo secondo procedimento.






