Terra dei Fuochi, mobilitazione di piazza per il processo all’ecomafia

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Dopo la Fiaccolata per la Vita di sabato scorso, ad Acerra, gli ambientalisti annunciano una manifestazione davanti al tribunale di Napoli, il prossimo 2 ottobre. E’ la data dell’udienza di appello del processo “Carosello Ultimo Atto”.

La delusione nel popolo della Terra dei Fuochi c’è. La rabbia pure. Secondo la varie testimonianze raccolte al corteo di Acerra di sabato scorso, la Fiaccolata per la Vita, i casi di tumore si moltiplicano quasi senza controllo. Ad essere colpiti dal male che non dà scampo, tra gli altri, ancora tanti ragazzi e bambini. Il tutto viene accompagnato da una diffusa sensazione di assoluto immobilismo da parte del governo, accusato di non aver mantenuto la promessa di interventi decisi e radicali, sia sul fronte della repressione dell’ecomafia che su quello dei controlli ambientali, delle terapie sanitarie e delle bonifiche, queste ultime già prese di mira dalla longa manus della camorra.

E’ una miscela esplosiva che tre giorni fa ha portato migliaia di persone a manifestare nelle strade e nelle piazze di Acerra. Candele accese per ricordare la strage silenziosa. Sensazioni terrificanti accompagnate dalla stizza verso un giustizia giudicata troppo lenta e farraginosa. Sabato il corteo si è fermato sotto gli edifici di proprietà di un gruppo di imputati al processo Carosello Ultimo Atto, relativo a un grosso traffico di rifiuti consumato tra i Campi Flegrei ed Acerra. Centinaia di persone hanno inveito all’indirizzo degli accusati al grido di ” assassini “.

La tensione monta nel popolo della Terra dei Fuochi. Il prossimo 2 di ottobre al tribunale di Napoli inizierà l’udienza d’appello del processo Carosello, denominato così dopo la scoperta di un grande giro di bolla fasullo, puntato a nascondere l’effettiva natura delle scorie da smaltire. In primo grado alcuni imputati sono stati condannati. Ma molti altri l’hanno fatta franca. Intanto il giudice non ha riconosciuto l’associazione a delinquere finalizzata all’interramento di rifiuti tossici con il conseguente disastro ambientale immane. Cosa che ha fatto scaturire pene tutto sommato lievi, fino a quattro anni e mezzo. In più c’è la seria probabilità che il procedimento cada in prescrizione.

Una situazione giudiziaria che sta facendo andare a fior di pelle i nervi dei tanti che attendono giustizia, soprattutto dopo che l’Istituto Superiore della Sanità, a maggio, ha stabilito che la proliferazione dei tumori in Campania è certamente dovuta all’eccessivo inquinamento da rifiuti tossici. ” Il 2ottobre saremo tutti davanti al tribunale di Napoli “, annunciano intanto gli ambientalisti, tra loro i genitori di bambini e ragazzi portati via dal cancro. Molti i giovanissimi che stanno lottando per la vita negli ospedali della Campania e dell’intera penisola.

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