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domenica, Ottobre 17, 2021

San Vito, i campi e le onde che non si vedono

In un contesto quasi surreale ieri sera c’è stato il confronto tra i genitori dell’I.C. “Ungaretti” e l’amministrazione ercolanese. Il problema è quello dei campi elettromagnetici irradiati dell’elettrodotto che passa sopra la scuola.

Dobbiamo dire che difficilmente, come nel contesto in cui ci siamo trovati ieri, il senso di frustrazione e impotenza ci ha assaliti. Non che non si sia avvezzi alle nefandezze e alle incongruenze del genere umano ma l’inutilità di certi atteggiamenti e la sordità da parte delle istituzioni, rispetto alle istanze della popolazione, lasciano a dir poco interdetti.

Sono le 17:15, la Preside dell’Istituto Comprensivo Ungaretti, l’attiva e presente Margherita Contesso, introduce l’argomento davanti a una platea di genitori tutt’altro che tranquilla e preoccupata per le problematiche ambientali che incombono sulla scuola della popolosa frazione di Ercolano. La riunione è stata indetta proprio dalla scuola dopo la protesta di un nutrito gruppo di mamme in mattinata, allorquando queste si sono rifiutate di condurre i propri figli nell’edificio scolastico come forma di protesta. Il dirigente scolastico fa il punto della situazione dichiarando che lei stessa, di recente nomina, non era al corrente della problematica legata all’elettrodotto che rasenta la scuola e che anche lei aveva attinto informazioni da alcuni organi di stampa. La Contesso si dichiara senz’altro pronta al dialogo ma rimane ferma a quanto l’ARPAC dichiarava in un precedente rilievo fornito dal comune ovvero la permanenza entro i parametri di sicurezza delle irradiazioni elettromagnetiche.

Il clima di dialogo si infuoca nel momento in cui interviene a sorpresa il sindaco Vincenzo Strazzullo il quale platealmente prende la scena interropendo più volte la stessa preside che cercava di concludere il suo discorso. Le voci si accavallano, molte delle mamme presenti vorrebbero intervenire per arringare qualcosa al primo cittadino ma il risultato è che nessuno ascolta nessuno e la confusione aumenta. Nel marasma generale Strazzullo coglie l’occasione per dire la sua additando il lì presente giornalista de Il Mattino, Francesco Catalano, accusandolo di procurato allarme e di danno biologico verso chi aveva letto il suo articolo e temeva gli effetti delle radiazioni sui propri figli e ventilando a tal proposito non meglio specificati provvedimenti.

Catalano, lapidariamente, gli risponde che il suo articolo è basato su indagini effettuate dal professor Ciannella del Monaldi e non campate in aria per procurare allarmismo. Ma il sindaco facendosi forza sul suo essere medico critica i risultati e le posizioni del collega sostenendo che questi è un semplice pneumologo, senza cognizioni in altri campi. Visto che comunque anche noi de ilmediano.it abbiamo nozione di causa, per aver toccato più volte l’argomento, non ultimo quello sugli effetti paventati per l’elettromagnetismo (LEGGI), facciamo notare in quel contesto che la zona in questione, ovvero quella di San Vito e dintorni, rientra nel cosiddetto Litorale Vesuviano nello studio epidemiologico del Ministero della Sanità S.E.N.T.I.E.R.I. e che inseriva, a suo tempo, la zona in questione nei SIN (Siti di Importanza Nazionale per le relative bonifiche). Ovvio che il problema in quel luogo è eterogeneo e a incidere su quella disgraziata frazione non è solo l’elettromagnetismo ma di fronte al minimizzare del sindaco e al suo giudicare poco serio quello studio epidemiologico rimaniamo perplessi. Perché l’ARPAC vale e il Ministero no?

Con sommo sforzo proviamo a fare un’altra domanda al sindaco Strazzullo, dotato oltre che di onniscienza anche di doti telepatiche, non lasciandoti infatti finire e neanche abbozzare il quesito e incalzandoti subito con la sua risposta di "verità vera". Gli chiediamo infatti come mai, se i tralicci sono innocui, l’ENEL ha in progetto di affidare alla TERNA l’interramento di quegli elettrodotti? Il sindaco non sa! Non è al corrente di questa cosa, sue testuali parole.

Davanti alla perplessità del pubblico Strazzullo, affiancato in quel momento da un consigliere di opposizione, si assume la sua responsabilità sulla non pericolosità di quell’edificio scolastico: "Io sono un padre, sono un medico e sono il sindaco, quale migliore garanzia posso fornirvi?" e prosegue sostenendo la maggiore pericolosità delle linee elettriche delle Ferrovie dello Stato rispetto ai tralicci di San Vito.

A queste parole il pubblico in fermento ribatte chiedendogli di attenersi ai problemi locali e incomincia un fastidioso battibecco dove l’unica certezza è quella delle due fazioni, quella pro Strazzullo e quella pro Ciannella, del resto è evidente, con buona pace del professore, che stiamo già in campagna elettorale.

"Signora! Vi hanno dato il compito scritto!" Urla il sindaco per superare le grida di una donna inferocita per le sue argomentazioni; "Marco Ricci sostiene che quando lui è stato prete a San Vito sono aumentate le leucemie ma è come se io dicessi che Gesù è sposato con Maria Maddalena!" Ribatte ancora a commento di un’altra mamma a sostegno dell’impegno del gruppo "Salute Ambiente Vesuvio" (il convitato di pietra della serata) presieduto dall’ex parroco di San Vito.

Ma la chicca è quando, anche se non palesemente, il sindaco rispolvera l’evergreen degli stili di vita affermando testuali parole: "È colpa vostra per il tumore alla mammella, la gente non si palpa"! Inutile dire che tale affermazione indigna non poche donne, tra cui Marianna Violato, un’attivista e avvocato che ricorda a colui che dovrebbe tutelare la salute pubblica che esiste un principio di precauzione sposato dalla comunità scientifica internazionale e dal Codice dell’Ambiente nell’art.3-ter del D.Lgs. 152/2006 e per questo è opportuno, secondo la Violato, chiudere la scuola ed attuare le opportune verifiche. "Ma lei scherza!" Risponde Strazzullo.

A sostegno della tesi del sindaco interviene la proprietaria della scuola Bambi, chiamata in causa dallo stesso, la signora infatti dichiara che i rilevamenti presso la sua scuola, ad opera della ditta privata Norman Research, durante un periodo di 15 giorni e 24 ore su 24 non hanno rilevato anomalie di rilievo tali da essere dannose per salute umana. Il primo cittadino chiosa con la sua disponibilità a richiamare l’ARPAC, l’ENEL e l’ASL di competenza per appurare lo stato delle cose e a risultati ottenuti di riconvocare i genitori.

A queste parole la faziosità degli uni irrompe e si confronta con la rabbia e il senso d’impotenza degli altri. C’è chi sostiene (erroneamente perché sono anni che se ne parla) la ciclicità elettorale di questi avvenimenti e chi, di contro, minaccia di ritirare il nullaosta per portare altrove i figli; c’è chi prende per buone le parole del sindaco e altri che urlano e inveiscono contro chi la pensa diversamente. A poco servono le parole di Antonio Cozzolino, del Comitato Civico di Bonifica che da anni si occupa della questione e critica l’assenza di documenti a supportare la tesi dell’amministrazione. A stento Luigi Impagliazzo, altro attivista, riesce a prendere la parola tra il caos e il disinteresse generale e dove tenta di consapevolizzare i presenti e indurli ad atti concreti ma la forza distraente del potere è forte, troppo forte!

Mentre Luigi Parla, o tenta di farlo c’è chi va a stringere la mano al sindaco, strappandogli chissà quali promesse, c’è poi chi fa capannello attorno alla preside e chi urla, quale novello tribuno della plebe sperando che l’unico a sentirlo non sia altro che il suo amato primo cittadino.

Noi non abbiamo la certezza che quei campi magnetici facciano male ma neanche l’amianto in passato pareva che fosse tanto letale come oggi è certo, eppure lo si metteva ovunque. Esiste, come molti hanno fatto notare, un principio di precauzione, riconosciuto dalla IARC (International Agency for Research on Cancer, agenzia intergovernativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e dallo stato italiano ma non a Ercolano. Esistono studi epidemiologici che attestano un grave aumento delle patologie neoplasiche e in particolar modo quello alle vie respiratorie e neanche questo basta. Come non basta però esser medici per capire certe cose e come non è necessario essere sindaci per attuarle.

Intanto, tutti intorno al grande capo, gli stringono la mano, gli parlano confidenzialmente, qualcuno mugugna, altri cercano udienza, altri parlano ora che è tardi per farlo e così scema la serata senza un vero atto concreto, senza certezza alcuna. Ma se quelle onde elettromagnetiche si vedessero come i rifiuti che costellano le nostre strade, sarebbe andata diversamente?

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