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Terra dei Fuochi, l’allarme: processi a rischio prescrizione

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Ambientalisti e avvocati di parte civile ritengono fondato il rischio di prescrizione per il processo “Carosello Ultimo Atto”. L’inchiesta riguarda un gigantesco traffico di rifiuti tossici nel Napoletano.

Traffico di rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi: il processo “Carosello Ultimo Atto” è a rischio prescrizione. L’allarme è stato lanciato dall’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo e da Giovanni Bianco, avvocato di parte civile. Gli imprenditori dello smaltimento dell’immondizia, nonchè costruttori, i fratelli Pellini, esponenti delle forze dell’ordine e parenti di camorristi alleati al clan dei casalesi il 29 marzo erano stati condannati in primo grado, dal tribunale di Napoli, a pene comprese tra i 6 e i 4 anni. Reati riconosciuti: traffico di rifiuti e falso. Ma da allora la Corte di Appello non ha ancora istruito il processo di secondo grado.

“E nel 2014 c’è il rischio che sopraggiunga la prescrizione – spiega Bianco – perchè ormai sono passati oltre sei anni dal sequestro degli impianti mentre non è stato riconosciuto in primo grado il reato di disastro ambientale “. Otto discariche gestite dai Pellini e da altri imprenditori ad Acerra, Bacoli, Qualiano, Giugliano. Sversatoi che hanno raccolto per anni rifiuti d’ogni sorta portati lì dalle fabbriche chimiche del nord grazie alla mediazione dei tre fratelli acerrani. Intanto l’inchiesta rischia il classico colpo di spugna. Dopo la condanna di primo grado il pubblico ministero della Dda, Maria Cristina Ribera, ha fatto ricorso in Appello, due masi fa, contro la sentenza.

Motivo: la decisione del tribunale ha prescritto il reato di disastro ambientale semplice (primo comma)e non ha riconosciuto, per mancanza di prove, quello di disastro ambientale diffuso (secondo comma). Il tempo stringe. Se entro maggio, in base al calcolo dei legali di parte civile, non sarà fissata la prima udienza di appello l’intero procedimento rischia di saltare. “Protesteremo davanti al tribunale di Napoli – preannuncia Alessandro Cannavacciuolo – non è possibile restare a guardare la morte lenta dell’unica indagine di grande portata sul traffico di rifiuti tossici nel Napoletano”. L’inchiesta “Carosello Ultimo Atto” ha fatto emergere una megatruffa del giro di bolla per nascondere la vera tipologia dei rifiuti tossici smaltiti nel Napoletano: un milione di tonnellate tra il 2003 e il 2005. Le indagini culminarono il 26 gennaio del 2006 con una retata messa a segno dai carabinieri del Noe di Roma, il Nucleo Operativo Ecologico.

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