Gli studenti delle scuole del polo delle fabbriche continuano a occupare gli istituti. Sono inviperiti: “Qui nessun controllo contro l’inquinamento “
L’ondata dell’ occupazione studentesca è nella fase di risacca. Dappertutto nelle scuole, negli istituti superiori, si registra una normalizzazione: plessi “liberati” e studenti a lezione. Ma nell’epicentro della Terra dei Fuochi non è così. Nella terra avvelenata c’è una molla che spinge i ragazzi a insistere, a prolungare la protesta. Succede ad Acerra e a Pomigliano. Qui quasi tutti gli istituti superiori, sono 9, per un totale di circa 10mila iscritti, risultano ancora occupati. Un ambito scolastico densamente popolato, oltre 200mila abitanti: Acerra, Pomigliano, Casalnuovo, Cisterna, Brusciano, Sant’Anastasia. E che il disastro ambientale del territorio sia il motivo principale della protesta è scritto nero su bianco.
Ad Acerra i giovani del grande plesso Alfonso Maria de’Liguori, 1500 iscritti distribuiti in tre licei, classico, scientifico e linguistico, hanno stilato un documento che motiva l’occupazione. Al primo punto c’è l’inquinamento. “Oltre che a causa dell’abbandono della scuola da parte della politica stiamo facendo questo per Enza e per tutti i nostri compagni e compagne che lottano per la vita”, spiegano Carmine Ruotolo, Christian Soriano e Mattia Brasile. Gli studenti del de’Liguori si sono mobilitati durante la tragedia che ha colpito una loro compagna di scuola, Enza Maisto, 16 anni, deceduta martedì scorso, dopo aver combattuto per quattro anni contro un osteosarcoma.
Intanto ad Acerra la protesta studentesca sembra andare in controtendenza. “La continueremo – promettono i ragazzi – ora stiamo lottando anche per Sara, una nostra compagna ammalata, e per altri nostri compagni e compagne che stanno soffrendo”. Stesse considerazioni anche all’altro capo della cittadina dell’inceneritore, nel liceo artistico Bruno Munari, anch’esso occupato. Ma il disco non cambia nella vicina Pomigliano, la città delle grandi fabbriche, dove quasi tutti gli istituti superiori sono nelle mani degli studenti: i licei Imbriani, Cantone, Serao, l’istituto professionale per il commercio Europa.
L’epicentro della lotta è il liceo classico-scientifico Imbriani. La studentessa Simona Pisano scrive: “A pochi metri dal nostro istituto c’è una discarica, qui ogni giorno incendi che funestano le lezioni. Attorno alla discarica container zeppi di rifiuti tossici e amianto”. “Ma gli animi sono forti – aggiunge Simona – l’80 per cento della scuola partecipa alle attività e contribuisce al presidio, si spera di resistere il più possibile (nonostante i tentativi di abbatterci)”. Per la settimana prossima gli studenti di Pomigliano hanno annunciato un corteo proprio davanti alla discarica. “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”, dichiarano Manuel Melandri, Angelo Di Maso, Gianluigi Renzi e Massimiliano Paganini. Ecco il loro documento. “Comunichiamo che le scuole di Pomigliano hanno deciso unitamente di continuare la protesta studentesca. Le cause della nostra indignazione sono: contaminazione del territorio, edilizia scolastica, malfunzionamento dei trasporti e un governo che vuole solo una scuola per pochi eletti”.







