Da indiscrezioni, la Soprintendenza si sarebbe espressa rivendicando il diritto di concedere o meno le riprese video nel sito.
Scontro Italia – Giappone: 1-1. Passate la metafora calcistica e ironica che non vuole certo riaccendere frizioni tra due culture e tra persone che – di qualunque nazionalità siano – hanno a cuore gli scavi di Starza Regina.
Ma a quanto pare, nella polemica avviata sulla questione delle riprese negate nella Villa Augustea di Somma Vesuviana, finirà proprio così. Il sito archeologico che domani e domenica sarà aperto al pubblico ospiterà (o forse no) le riprese del documentario scaturito da un progetto di Emanuele Coppola e diretto da Carlo Luglio, con la partecipazione di Vanessa Gravina, già arrivata Somma mesi fa per una cena di gala pro restauro degli antichi manoscritti ospitati dal complesso monumentale di cui Coppola cura la direzione dei beni culturali? Chissà. Il problema però non è questo, perché l’equivoco che ha provocato sia la polemica, sia il suo assurgere alle cronache cittadine, nascerebbe da una, chiamiamola così, «distrazione».
Proprio così, perché, stando a indiscrezioni delle ultime ore, la Soprintendenza di Napoli avrebbe chiesto ai giapponesi un chiarimento, sottolineando che le autorizzazioni per video, fotografie e quant’altre opere si abbia intenzione di svolgere nel sito archeologico, spettano ad essa, alla Soprintendenza. Nella vicenda, perciò, i malintesi sarebbero stati due: quello commesso da Coppola che nella richiesta non avrebbe inserito tra i destinatari anche la Soprintendenza e quello dei giapponesi che hanno risposto alla richiesta senza interessare i funzionari della stessa.
Non sappiamo come si svilupperà questa vicenda, ma è evidente che la polemica nata tra abbagli, sviste, confusioni, fraintendimenti e malintesi, dando la stura alle reazioni di campanilismo e passione per il proprio territorio vesuviano e le sue ricchezze da parte di deputati (Paolo Russo, che ha scritto in merito al Ministro dei Beni Culturali), di consiglieri regionali (Carmine Mocerino e Paola Raia, la quale siede anche nel consiglio cittadino), di molti cittadini che magari alla villa non avevano mai nemmeno pensato o che non l’avevano mai visitata, ha un merito: aver stuzzicato la curiosità di molti per una ricchezza del territorio che poche altre città possono vantare.
E di far crescere l’aspettativa per la visita annuale che si terrà, ogni ora, nel fine settimana. Poi, che il film diretto da Luglio e che ha lo scopo di promuovere il territorio, rechi o meno in futuro immagini del sito archeologico forse non è così essenziale: ha già ampiamente fatto parlare di sé. E la pubblicità, come si dice, è l’anima del commercio.




