Fa discutere la missiva di D’Agostino agli studenti e il preside avvisa: “Tutti subiranno le conseguenze delle scelleratezze di pochi”.
Ha il numero di protocollo 3127 ed è indirizzata a tutte le classi dell’istituto “Torricelli” di Somma Vesuviana e porta la firma del preside Sabato D’Agostino. Si tratta di una lettera aperta agli studenti nella quale fa loro non solo una classica “tiratina d’orecchio” ma tenta di metterli in riga, strigliandoli e supponendo che la voglia di “occupazione” dilagante tra i giovani sia da attribuirsi più all’intento di saltare le lezioni piuttosto che ad una giusta protesta per le tante cose che non vanno. Comincia così: “Cari ragazzi, come sempre, avete dato inizio allo stanco, noioso “rituale”, che si ripete da anni, ogni autunno.
Da settembre avete tenuto tre o quattro comitati, due assemblee generali, decine e decine di assemblee di classe; da tutte queste legittime e democratiche riunioni ed anche delle elezioni dei vostri rappresentanti negli organi collegiali, che hanno oltretutto partecipato alle sedute del Consiglio d’Istituto, sono venute fuori solo due proposte:l’ora settimanale di “attualità ” ed il parcheggio dei motorini nel cortile della centrale. Poi, d’improvviso avete scoperto che c’erano un sacco di problemi irrisolti e, per questo, non siete entrati mercoledì scorso (la lettera porta la data del 30 novembre, ndr). Come ogni anno in autunno, avete aperto gli occhi sulla insufficienza e sulla fatiscenza delle strutture e la vostra pazienza,avete gridato, è finita.
Alla ricerca disperata di ragioni per protestare, avete rilevato l’infiltrazione dal tetto, il tubo rotto, la scala pericolosa e, quando i motivi sono venuti meno, avete riscoperto che la pompa di benzina era piazzata proprio lì davanti all’edificio della succursale. Poichè sono sempre le stesse cose che dite e sempre nello stesso periodo dell’anno, esse danno a tutti l’impressione che siano pretesti, per non fare scuola e per evitare qualche interrogazione. Peggio ancora: state imitando certi scriteriati figli di papà dei licei di città che ogni anno perdono in manifestazioni un paio di mesi di lezione – tanto loro la vita ce l’hanno già fatta – o state dietro a ragazzi che non hanno voglia di andare a scuola, nè hanno la minima idea del perchè si debba studiare”.
Ora, senza voler entrare a gamba tesa nelle teorie del preside – siamo per la libertà di pensiero ad ogni costo – ma i licei di città sfornano soltanto “bamboccioni”, per dirla con un ex ministro della Repubblica? In provincia i “figli di papà ” non ci sono? E laddove ci fossero, con la crisi dilagante che c’è in giro, siamo così sicuri che abbiano la vita “già fatta”? Sia ben chiaro, non stiamo dando il nostro placet a occupazioni, scioperi e proteste, tantomeno propendiamo per una deriva, per così dire, sessantottina, ma questi studenti sono tutti svogliati? Vogliono soltanto saltare interrogazioni? La risposta non l’abbiamo.
Noi no, ma il preside sì. Tant’è che continua, la lettera che si può scaricare facilmente dall’albo online del sito web del Torricelli: “E così quelli di voi che sognano la libertà , la possibilità di decidere, contare, cambiare le cose, di far valere le proprie qualità individuali finiscono per “intrupparsi”, stare nel branco a seguire l’onda, tutti irreggimentati come soldatini senza autonomia. Non solo non recuperate strumenti di democrazia, nè, tantomeno, credibilità , ma perdete anche la cosa più preziosa che avete oggi, il diritto allo studio: sprecate tempo ed occasioni rispetto ai vostri coetanei del resto d’Italia, dell’Europa, del Mondo, che, per niente più intelligenti di voi, ma più caparbi e impegnati, stando neibanchi di scuola, vincono inesorabilmente le sfide decisive. Che certe proteste siano soltanto pretesti appare evidente: nel pomeriggio del 3 dicembre una delegazione del “Torricelli”, composta da studenti, genitori e professori, sarà ricevuta a Napoli dall’assessore provinciale, che affronterà insieme a voi i problemi da risolvere. Eppure, corre voce che, addirittura, vogliate OCCUPARE IL LICEO.
Per far fare a qualcuno festa a scuola abbiamo centinaia di allievi intelligenti e brillanti, ma, per certe cose, in prima linea a trascinare gli altri ci sono sempre quei pochi che non hanno voglia di fare alcunchè, o per seguire qualche moda inconcludente, andate incontro ad un mare di guai, è bene che lo sappiate. OCCUPAZIONI E AUTOGESTIONI NON SONO CONSENTITE, perchè sono una lesione di quel diritto allo studio che voi, così fermamente e giustamente reclamate, e sono considerate interruzioni di pubblico servizio. Perciò, i responsabili verranno puniti con il CINQUE IN CONDOTTA e saranno DENUNCIATI alla PROCURA della REPUBBLICA; ma le conseguenze saranno pesanti per tutti: saranno annullati viaggi di istruzione e visite guidate, sarà abolita la pausa didattica, saranno soppressi il ponte di Carnevale e quello dopo Pasqua; i nostri professori saranno costretti a correre con i programmi, con ricadute negative sulle interrogazioni. Come sapete, questo Liceo dà una mano a tutti ed anche gli insegnanti più severi, alla fine, aiutano i ragazzi in difficoltà .
Ma bisogna meritarselo! E poi: con la crisi sociale ed economica che sta travolgendo l’Italia, con la disoccupazione giovanile tanto drammatica da far pensare che non abbiano speranza neanche quelli che non alzano mai la testa dai libri, voi protestate, manifestate ed occupate per un tubo che scorre o un intonaco che si scrosta e vi giocate per sempre il rispetto che si deve alle vostre idee”. E a questo punto, da genitori, non sappiamo se applaudire il rigore del preside o confidare nella buona fede dei ragazzi auspicando che riflettano sulle sue parole. Soprattutto sulle ultime, quelle con cui il preside D’Agostino chiosa la lettera aperta: “Milioni di giovani oggi in Italia SONO SENZA FUTURO: dovrebbero occupare ad oltranza le piazze di tutte le maggiori città italiane e far sentire a tutti la loro INDIGNAZIONE.
Invece, voi bloccate un oscuro liceo di provincia: nessuno se ne accorgerà , tranne voi che avrete perso l’occasione di dimostrarvi persone razionali e responsabili e l’opportunità di studiare un po’di più, per sapere di più e per contare di più. Ancora due cose: lo “sciopero” lo fa chi, avendo fatto il proprio dovere, non vede riconosciuti i propri diritti; ma voi avete il solo, sacrosanto, diritto di studiare, non doveri, se non verso voi stessi ed il vostro futuro; non sopporteremo il solito giochino: sono pochi quelli che fanno certe cose, gli altri non c’entrano, sono entrati, volevano far lezione, ma ne sono stati impediti; tutti subiranno le conseguenze della scelleratezza di pochi. Ora avete qualche elemento in più su cui esercitare la vostra razionalità ed il vostro senso di responsabilità . Stupisce sempre che dagli adulti impariate innanzitutto l’ipocrisia, la falsità , la slealtà . “Ci meritiamo di più”, avete scritto. Ebbene; dimostratelo!”.
In giro per il web circola la lettera del preside, non in formato pdf così come da noi scaricata dal sito ufficiale dell’istituto, ma scritta a penna e siglata. Ebbene, chi l’ha diffusa l’ha definita la “lettera shock” del preside del Torricelli. Noi non siamo per nulla sotto shock anche se qualche passaggio, francamente, non lo troviamo condivisibile (“oscuro liceo di provincia”, per dirne una): gli studenti sono tutti uguali, che siedano sui banchi di un Itis di Panecuocolo o di un blasonato classico romano o napoletano; o il riferimento ai “figli di papà ”:qui diremmo al preside: quelli non mancano nemmeno a Somma, non c’è bisogno di andare a Napoli; sul “nessuno se ne accorgerà ”, si può opinare. Il resto, checchè ne dicano o scrivano, è il lavoro di un preside. E D’Agostino l’ha fatto.
Lettera aperta agli studenti del Torricelli





