Una informativa antimafia obbliga il Comune a revocare l’affidamento del servizio alla ditta che si era aggiudicata la gara.
Fino a qualche mese fa il cimitero comunale era gestito da tre ditte: La Caronte sas di Casoria che si occupava dei servizi a canone e a richiesta, l’Alsa impianti che si occupava della gestione delle lampade votive e la ditta Ricicla che gestiva lo smaltimento dei rifiuti. Tutte e tre le ditte, sulla base delle ricevute di servizi effettuati, venivano pagate dal comune e nelle casse comunali risultava un aggravio al bilancio nonché un difficile controllo dei servizi erogati ed effettivamente pagati. Da qui l’esigenza di bandire una gara europea per accorpare tutti i servizi e affidarli per tre anni ad una sola ditta.
L’obiettivo era quello di esternalizzare il servizio e di evitare che il comune pagasse direttamente. La gara è stata vinta dalla ditta Caronte sas che, in attesa del certificato antimafia, considerato che già gestiva i servizi cimiteriali e per garantire la continuità dei servizi, ha ottenuto dall’ente locale solo l’affidamento temporaneo della gestione cimitero. Nell’arco di pochi mesi, stante alle verifiche dell’assessore Ciro Cimmino, al quale circa un anno fa è stata affidata anche la delega al cimitero, il comune avrebbe ricevuto un aggio di circa il 25%. “Le casse comunali in effetti – ci spiega Cimmino – non ci hanno guadagnato ma di sicuro non ci hanno neanche rimesso, rientrando in pareggio”. Tutto bene dunque, se non fosse per il fatto che pochi giorni fa è giunta a Palazzo Torino una nota della Prefettura contenente una informativa interdittiva per la ditta Caronte.
Da qui l’ immediata revoca da parte del settore Lavori Pubblici, diretto dall’architetto Errico Eliani, dell’aggiudicazione della gara per la concessione dei servizi cimiteriali a canone alla ditta Caronte, affidando provvisoriamente il servizio alla seconda azienda in graduatoria, ovvero all’azienda “I Cipressi”. Ma l’azienda Caronte , che nel frattempo ha ottenuto anche la liquidazione, riconosciuta come debito fuori bilancio nel consiglio comunale dello scorso novembre, ha impugnato la revoca e ha fatto ricorso al comune. In attesa che l’intricata massa si sciolga e che l’iter Project Financing vada avanti, il cimitero comunale paga comunque lo scotto della riduzione dell’organico, aggravata ulteriormente dal passaggio di alcuni impiegati al comando di Polizia Municipale.
Manca un controllo efficiente capace, tra le altre cose, di far funzionare anche la raccolta differenziata che, purtroppo, proprio nel cimitero non è mai decollata.



