Questa volta la polemica è scattata a seguito della pubblicazione di un manifesto da parte dell’associazione di volontariato “Arcobaleno”. Nuove perplessità sul modo di agire dell’amministrazione.
Il Castello D’Alagno a Somma Vesuviana ritorna ad essere, ancora una volta, oggetto di discussione nella cittadina. Soprattutto fanno parlare le decisioni, le promesse, il modo di comportarsi degli attuali amministratori e così, utilizzando soprattutto i social network, veloci strumenti di diffusione di immagini, video e pensieri, si dibatte nuovamente la questione legata alle destinazioni d’uso dell’imponente e storica struttura nonché di ciò che l’amministrazione sta facendo per restituire concretamente alla collettività tale importante bene pubblico.
Questa volta il tutto è scaturito dai manifesti che ieri mattina, venerdì 6 luglio, sono stati affissi nell’intera città ad opera dell’associazione di volontariato "Arcobaleno", a firma della Presidente Teresa Cerciello. «L’Associazione comunica che la XV edizione dell’annuale Mostra di Artigianato artistico prevista per il 7 e 8 luglio 2012 nello spazio esterno del Castello D’Alagno – De Curtis in Somma Vesuviana, è stata rimandata a data da destinarsi a causa della mancanza del collaudo dei lavori realizzati nel Castello». Il manifesto si apre con queste semplici ma significative parole e con tanto di precise date, segnate in grassetto, si invita ad una profonda riflessione sull’intera faccenda. Infatti si legge che «L’Associazione ha presentato richiesta ufficiale all’Amministrazione Comunale già a far data dal 19/5/2012 e che, purtroppo, solo in data 28/6/2012 a mano, ha ricevuto comunicazione scritta, datata 19/6/2012 dell’impossibilità alla realizzazione della manifestazione per mancanza di collaudo».
L’associazione ha concluso il suo scritto scusandosi con tutti coloro che a qualsiasi titolo, sia come artigiani, espositori, collaboratori, sponsor, che cittadini e amici, sostengono gli obiettivi del gruppo, finalizzati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale di Somma e dei paesi limitrofi.
«Ma come…per le feste private c’è l’agibilità e per una mostra organizzata da un’associazione di volontariato no?» è questo solo uno dei commenti che subito sono scattati su Facebook sull’accaduto. Fa pensare, infatti, che proprio il 27 giugno corso, c’è stato un evento privato negli spazi esterni del Castello, la festa di pensionamento di Francesco D’Ascoli, Preside del I Circolo, e in quelle calde giornate fu mostrata pubblicamente l’autorizzazione che la dirigente ai lavori pubblici aveva concesso, letta la richiesta dell’Assessore alla Cultura Emanuele Coppola, permettendo la festa negli stessi ambienti esterni cui ora fa riferimento l’associazione Arcobaleno.
La date danno modo di pensare poiché, se effettivamente stanno così i fatti, il giorno successivo all’evento privato è stata consegnata la comunicazione che rifiutava lo svolgersi della mostra di artigianato, documento sì datato al 19 giugno, ma che fa riferimento ad una manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi il 7 e 8 luglio, ovverosia a seguito dell’evento a cui, invece, era stato dato l’ok. Gli interrogativi, quindi, sono molti ed emergono facilmente e si cerca, forse invano, soprattutto, in rete risposta. «Perché la concessione è stata data al preside D’Ascoli e non ad un’associazione di volontariato? Quali sono i criteri secondo cui avvengono tali assegnazioni?
Il collaudo e la certificazione di agibilità mancano o no?», queste e tante altre le domande e le riflessioni postate su facebook soprattutto sulla pagina del gruppo "Restituiamo il Castello D’Alagno ai cittadini", il quale sta comunque facendo sentire la sua voce anche attraverso il volantinaggio in piazza Vittorio Emanuele III della scorsa domenica, mentre si chiedono fermamente le dimissioni dell’Assessore Coppola e non mancano le interrogazioni consiliari.
Vita dura stanno avendo le mura dello storico Castello D’Alagno eppure non è stato ancora nemmeno inaugurato.

