Continuano le riunioni dei cassintegrati e licenziati Fiat insieme ai giovani delle università e dei centri sociali. Mignano: “Ci riprenderemo l’edificio comunale abbandonato”. LE FOTO
Dopo gli scontri con la polizia di sabato scorso il comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat non molla. La sede del comune abbandonata resta l’obiettivo prioritario del momento per il gruppo “ribelle” di operai della fabbrica automobilistica, in cassa integrazione da anni.
“Non molliamo perché – spiega Mimmo Mignano, 49 anni, operaio licenziato dalla Fiat dopo una manifestazione di protesta – dovremo usare quella struttura come uno spazio sociale per organizzare assemblee, coinvolgendo anche gli studenti”. Operai e attivisti dei centri sociali stanno tenendo riunioni a raffica. L’intento è di tornare a Pomigliano per occupare l’immobile conteso con il sindaco del Pdl, Raffaele Russo. “L’importanza dell’occupazione – aggiunge Mignano – è primaria perché oltre un migliaio di cassintegrati tra qualche mese, alla scadenza della cassa integrazione, che non è stata rinnovata o prolungata, rischiano di perdere tutto. Tra l’altro gli stessi sindacati che ora dicono che le cose si aggiusteranno al più presto dicevano le stesse cose due anni e mezzo fa, quando nel febbraio del 2011 dissero che non appena sarebbero state avviate le produzioni Panda la Fiat avrebbe fatto rientrare tutti in fabbrica. Cosa che non è mai avvenuta”.
L’intenzione quindi è di estendere la lotta coinvolgendo tutte le situazioni di sofferenza occupazionale e produttiva. Nei prossimi giorni da Pomigliano potrebbero spuntare altre sorprese.



