E’ la “pasionaria” della vertenza dello storico Euromercato. Megafono sempre in pugno, incita i suoi colleghi alla lotta: “Lotteremo fino alla fine”.
Mimma Prima, 50 anni, di Frattaminore, è stata assunta nel 1986, a 24 anni, come addetta alle casse. Ha terminato la sua carriera nell’ipermercato di via Circumvallazione esterna come impiegata amministrativa. Ora lotta insieme ai suoi colleghi cassintegrati per salvare il posto di lavoro. L’ex Carrefour di Casoria è chiuso da tre anni.
Ricorda gli anni in cui fu assunta?
“Erano anni bellissimi, anni d’oro, assunzioni in continuazione con contratti di formazione che venivano poi tutti confermati”.
Era ancora un ragazza allora, stava ancora studiando?
“Sì, stavo ancora studiando. L’ambiente era molto bello, sereno, tranquillo. Si lavorava , lo stipendio era decente: c’erano la tredicesima, la quattordicesima, il premio di produttività, lo straordinario festivo e anche l’indennità di disagio”.
Dove ha conosciuto suo marito?
“L’ho conosciuto proprio nell’ipermercato. Abbiamo la stessa data di assunzione. Lui è di Torre Annunziata: stiamo perdendo due posti di lavoro e come noi si trovano nella stessa situazione tanti altri colleghi”.
Quante coppie si sono formate nell’ipermercato?
“Almeno una quindicina di coppie. Poi ci sono colleghi monoreddito con mogli casalinghe e poi ci sono moltissime colleghe, per la maggior del dipartimento casse, che hanno mariti disoccupati o in mobilità. A questo dramma bisogna aggiungere che molti addetti hanno un’età compresa tra i 40 e i 55 anni”.
Una situazione anagrafica molto difficile…
“Sì, per come s’è messo il mondo del lavoro siamo troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per trovare una nuova occupazione. Quindi il nostro è un dramma individuale e familiare che si proietta nel sociale. Stiamo vivendo un grande disagio. Siamo in cassa integrazione da cinque anni, due anni con Carrefour e tre con chi ha rilevato la struttura, la IperCasoria. C’è un enorme disagio economico. Il problema grosso sono i nostri figli. Ognuno di noi ha ragazzi adolescenti, ragazzi che si affacciano al mondo universitario e quindi i problemi di sostentamento complessivo di una famiglia sono praticamente insormontabili”.
Su 165 addetti quanti di voi hanno superato i 40 anni?
“Almeno 120 persone”
Il vostro obiettivo, adesso?
“Continueremo a lottare fino alla fine: non ci arrendiamo. Noi rivendichiamo il rientro nel mondo del lavoro e insistiamo perché in quella struttura, che è una struttura storica, perché ha determinato l’arrivo della grande distribuzione in tutta la Campania, si facciano investimenti e si avvii un progetto serio per la ristrutturazione, per lo sviluppo e la salvaguardia dell’occupazione. Facciamo un appello in modo particolare al comune di Casoria e alla regione Campania, affinché facciano partire in tempi brevi un tavolo di confronto finalizzato al rilancio dell’area di via Circumvallazione attraverso un progetto serio e credibile”.


