Ottaviano. I Carabinieri blindano l’accesso ad alcuni seggi

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Impedito il libero accesso ai seggi di Via Pacioni. Nella scuola Scotellaro entrano solo gli elettori e gli addetti ai lavori.

Questa storia riguarda il vostro povero cronista,la racconterò attenendomi scrupolosamente ai fatti.

Sono le 18 e 30 di domenica 26 maggio 2013, in via Pacioni ad Ottaviano, nell’edificio scolastico “Scotellaro“ il comune ha installato le sezioni elettorali n. 17, 18 e 19. Poche le persone nella stretta strada che costeggia l’edificio, l’atrio della scuola completamente vuoto, solo due carabinieri in servizio, alcune persone ci precedono, entrano liberamente e si avviano verso le sezioni elettorali, nessuno controlla. Il gruppo in cui mi trovo è composto di tre persone: un candidato al consiglio comunale, un amico ed io.

Uno dei carabinieri ci viene incontro e ci chiede il motivo della presenza, il candidato si presenta senza esibire un documento e noi due dichiariamo di essere cittadini italiani ma non elettori dei seggi. Siamo invitati ad uscire, eravamo ancora sulla soglia dell’atrio. Cerco di capire quale legge impedisse di accedere ai seggi liberamente e vengo espulso in malo modo. Ci allontaniamo oltre il grosso cancello di ferro che viene immediatamente chiuso, solo che altre persone nel tentativo di accedere ai seggi lo fanno riaprire interrompendo le fotocellule di sicurezza. Il cancello viene chiuso lasciando un varco pedonale strettamente sorvegliato dal personale dell’Arma a cui si aggiunge un Vigile Urbano e un uomo in divisa grigia, forse un agente della Polizia Provinciale.

All’esterno cerchiamo di capire cosa fosse successo, chiedo l’intervento del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, ma rispondono che non hanno personale disponibile e che comunque era stata applicata la legge. Di uguale parere anche la Polizia di Stato attraverso il 113. Gli uomini in armi al di là del cancello si fanno minacciosi, onde evitare ulteriori incidenti preferiamo allontanarci e ci rechiamo al Comune di Ottaviano.

Qui incontriamo prima la Dott.ssa Giugliano dirigente dell’Ufficio Elettorale la quale ascoltata la storia ci invita a conferire con il segretario generale Dott. Genghi. Dopo un attimo di imbarazzo, forse anche a loro sembra una storia assurda da paese Sud Americano. Ma non possono fare a meno di crederci: siamo in quattro ad affermarlo. Si mettono in contatto con la Prefettura di Napoli che in pochi secondi liquida l’azione dei Carabinieri lecita e perfettamente regolare. A questo punto apriamo il libretto delle istruzioni che viene fornito ad ogni presidente di seggio e nel quale il legislatore ha cercato di inserire ogni possibile caso si possa presentare durante l’espressione del voto e al paragrafo 32 ( pag. 32) leggiamo testualmente: Nella sa”la della votazione possono essere ammessi gli elettori che presentino la tessera elettorale…” appunto noi eravamo sulla soglia dell’atrio, a decine di metri dai seggi e l’intenzione era di pura e semplice curiosità come avviene in ogni tornata elettorale.

Il Dott. Genghi con grande imbarazzo ritiene che l’operato dei Carabinieri sia stato un eccesso di zelo non condivisibile e che al più presto avrebbe interessato della cosa il Vice Prefetto Dott. Vaccaro Commissario Prefettizio. Ci lasciamo con una stretta di mano e la speranza che certi “eccessi di zelo” vengano seriamente stigmatizzati dalle autorità competenti onde evitare che qualsiasi ombra, anche la meno importante, possa oscurare l’esercizio del voto che è il momento principale in una democrazia. Lo Stato ha il dovere di organizzare elezioni libere e trasparenti, ma, cosa più importante, devono anche apparire trasparenti.

L’assurdità di questa storia, in cui è mancato il buon senso, è che lo Stato Italiano manda i militari in paesi lontani, investendo miliardi di euro, affinché quelle popolazioni possano esprimere liberamente il proprio diritto di voto, e lo fa piazzando sui tavoli urne trasparenti. Poi lo stesso Stato, tramite funzionari che interpretano liberamente le Leggi che vota il Parlamento, limitano l’accesso ai seggi in modo assurdo ed arbitrario. Questo stato non è più credibile.

In tutto questo una nota di colore. Per andare da San Gennarello al Comune di Ottaviano siamo passati davanti alla scuola elementare di via FF.SS e abbiamo assistito ad uno spettacolo veramente poco edificante e contradditorio con l’avventura fin qui raccontata. Un muro umano composta da quasi cento persone stazionava davanti al cancello della scuola obbligando gli elettori a passare attraverso una sorta di Forca Caudina per accedere all’atrio della scuola e da qui ai seggi. Contraddizioni tutte italiane.

È da alcuni anni che nei comuni della zona vengono prese iniziative strane dal personale in servizio d’ordine ai seggi. A San Giuseppe Vesuviano abbiamo denunciato più volte la chiusura arbitraria dei parcheggi in alcune scuole con la motivazione dell’ordine pubblico. Ordine pubblico che veniva applicato solo dove gli elettori erano di meno e poco propensi a fare discussioni. Ad Ottaviano notiamo la libera interpretazione di una norma scritta per il quadrilatero che ospita le urne, ovvero la sala della votazione, applicata ad un intero edificio scolastico.

Tutto questo mentre le commissioni elettorali nominano parenti e amici nei seggi elettorali (a norma del porcellum si intende), mentre migliaia di manifesti elettorali deturpano tutti i centri urbani, mentre candidati spregiudicati fanno campagna elettorale promettendo posti di lavoro. Il nostro stato è forte con i deboli e debole con i forti.

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