Il consiglio provinciale di Napoli è stato sciolto per effetto di un decreto del Capo dello Stato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Decaduto dalla carica di presidente Luigi Cesaro che lo scorso ottobre ha optato per la candidatura alle politiche.
Il consiglio provinciale di Napoli è stato sciolto per effetto di un decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di oggi, martedì 26 marzo.
Lo scioglimento decretato dal capo dello Stato fa seguito alla richiesta del ministero dell’Interno, Annamaria Cancellieri. Nello scorso mese di ottobre, è stato avviato l’iter per dichiarare decaduto dalla carica di presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che optò per la candidatura alle politiche (risultando eletto alla Camera). La sua scelta non determinò, in quel momento, lo scioglimento del Consiglio provinciale e la carica di presidente toccò ad Antonio Pentangelo, assessore ai Trasporti e vice di Cesaro il quale ha dichiarato testuale:
«È un atto dovuto, ma formale. Ciò di cui oggi abbiamo tremendamente bisogno, è la chiarezza. Anche queste procedure, assolutamente legittime, rischiano solo di complicare il nostro percorso e di penalizzarci nella nostra credibilità istituzionale. I problemi reali sono altri, come la quantizzazione dei tagli e l’incertezza che gravita sul futuro delle Province e delle Città Metropolitane. Per esempio, il Consiglio di Stato si è pronunciato in maniera sibillina e un po’ pilatesca sul nostro ricorso che aveva procurato la sospensiva del Tar sulla ripartizione dei tagli tra le amministrazioni provinciali italiane. Si dice, in pratica, che una revisione dei tagli, sulla cui legittimità si esprimerà nel merito a maggio il Tar, produrrebbe ricadute sui bilanci degli altri enti coinvolti. Questo mi preoccupa».
Nella richiesta di scioglimento, avanzata dal ministero dell’Interno, è scritto che la decadenza del presidente "costituisce presupposto per lo scioglimento del consiglio provinciale". Da qui la richiesta accolta dal Presidente della Repubblica che ha sciolto il Consiglio. Il capogruppo Fli alla provincia di Napoli, Enrico Flauto, ha così commentato tale notizia: «Fli aveva ragione, sia sulla decadenza di Cesaro sia sulla necessità di porre fine ad un accanimento terapeutico su una Giunta che si è trascinata inutilmente per mesi senza produrre nulla». Decaduto il consesso di Santa Maria la Nova, quindi, si andrà a nuove elezioni che, tuttavia, «potrebbero cadere anche nella primavera del 2014», fa sapere Palazzo Matteotti.
(Fonte foto: Rete Internet)




