Il primo cittadino Caarmine Esposito risponde all’assessore regionale: “Decido insieme ai cittadini”. Emilio Francesco Borrelli dei Verdi: “Il sindaco può anche morire di fame, la sua non è una giusta causa”.
Dall’assessore regionale Marcello Taglialatela l’esortazione al primo cittadino di interrompere lo sciopero della fame e la comunicazione della sua ferma volontà di arrivare presto all’approvazione del nuovo Piano Paesaggistico:”Certamente avremo difficoltà in Consiglio Regionale da parte della minoranza, anche perché si avvicinano le elezioni e molto si muove intorno all’appuntamento di febbraio con le urne, ma mi aspetto un effetto di rimbalzo da parte dei consiglieri di maggioranza per arrivare all’approvazione del piano entro fine gennaio prossimo”.
L’assessore Taglialatela, anticipando l’incontro con il sindaco Carmine Esposito al primo pomeriggio di oggi, in palazzo Siano, ha tenuto un sereno dialogo in presenza degli assessori Giancarlo Graziani, Ciro Castaldo e Fortuna Parma, di consiglieri comunali e della stampa, conseguente all’iniziativa del sindaco di dare inizio allo sciopero della fame per far rilevare l’urgenza di rivisitare i parametri vincolistici derivanti dalla legge regionale sulla "zona rossa" e di sbloccare i condoni ’85 e ‘94.
L’invito dell’assessore regionale al sindaco è stato immediato:”Rispetto la posizione del sindaco e la sua azione politica tendente a richiamare attenzione sui condoni, sulla legge Di Lello, sugli abbattimenti e ricostruzione, ma l’invito a smettere lo sciopero della fame. Abbiamo, come regione, la volontà di adottare uno strumento dal quale abbiamo eliminato tutte le questioni di materia strumentale (della parte politica che avversa il piano paesaggistico, n.d.r.), per garantire a tutti i territori la stessa qualità di vita nell’intera regione, fermo restando i divieti ovvi. Credo, infatti, che le leggi che vietano tutto sono stupide e la legge Di Lello è una legge stupida. Il sindaco fa bene a invogliare la Regione Campania ad essere più incisiva e ribadisco che sono deciso a restituire a questi territori pari dignità, con l’impegno a valorizzarli e tutelarli anche con gli strumenti dei fondi europei, perché è una battaglia di civiltà”.
“Va dato atto alla Giunta Caldoro di aver affrontato, dopo un colpevole ritardo delle passate amministrazioni regionali di quasi dieci anni, la questione della rivisitazione della legge 21/2003 e all’assessore Taglialatela che è stato uno dei pochi a chiamarmi e, squisitamente, ad essere qui – dice il sindaco Carmine Esposito – per chiedermi di smettere lo sciopero della fame. Le dichiarazioni di Francesco Emilio Borrelli (Verdi) sono da cestinare, perché non abbiamo mai lottato per un altro condono e i cittadini lo sanno bene, lottiamo per i diritti dei nostri territori contro una legge regionale, la 21/2003, rimasta inapplicata nelle sue parti migliori, che implicavano interventi ed investimenti regionali nei nostri territori per compensare la condizione di svantaggio derivante dai vincoli imposti con la stessa legge. Interventi ed investimenti mai programmati ed attuati.
Ringrazio di cuore l’assessore Taglialatela per la sua sensibilità umana, politica e di uomo di governo; per aver chiarito come sta di fatto la questione da me sollevata e prenderò in considerazione l’esortazione ad interrompere il digiuno, anche se l’elemento di novità che cercavo da parte della Regione verrà, se verrà, a lungo termine, per cui mi confronterò con i cittadini, con la Giunta e la maggioranza prima di decidere”. “Noi ci uniamo all’esortazione dell’assessore regionale – dicono gli assessori comunali – e invitiamo il sindaco a trovare altre forme di protesta che non siano il digiuno”.
Il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli ed il garante campano del Sole che Ride Carmine Attanasio, intanto, dichiarano testuale: "Il digiuno del Sindaco di Sant’Anastasia è a nostro avviso realizzato per ragioni indecenti. Infatti la sua richiesta è di essere autorizzato dalla Regione e dal Governo nazionale a realizzare un nuovo condono edilizio e a poter effettuare nuove costruzioni sul territorio nella zona rossa del vesuviano. D’ altronde tutti i senatori campani del Pdl hanno deciso stamane di votare scandalosamente no alla fiducia sulla legge di stabilità per la mancata concessione proprio del condono edilizio in Campania. Dopo le frane, la cementificazione selvaggia, l’abusivismo, i morti e la devastazione del paesaggio ancora oggi ci sono politici che combattono per condonare e costruire ulteriormente su un territorio stremato e con gravi problemi di dissesto idrogeologico. Al Sindaco di Sant’ Anastasia non va la nostra solidarietà e per quanto ci riguarda può anche morire di fame. La sua non è una giusta causa. Il popolo ambientalista non sosterrà mai le battaglie di coloro che si impegnano per condoni e la cementificare del territorio".

