Intervista all’attore, spalla di Totò ed interprete di numerosi personaggi come Totonno nella serie tv
Capri, che ha ricevuto nella cittadina vesuviana il Premio Nazionale Teatrale “Franco Angrisano”.
Carlo Croccolo, attore, doppiatore, regista e scultore, ha interpretato molti film con alcuni dei
più grandi comici italiani degli anni ’50 e ’60 come Totò (“Signori si nasce” e “Totò lascia o
raddoppia?”), Vittorio De Sica (“Ieri, oggi e domani”), Eduardo De Filippo (“Ragazze da marito”),
Peppino De Filippo (“Non è vero ma ci credo”), per poi arrivare a Vincenzo Salemme (“Cose da
pazzi”) ed alla serie tv “Capri” nei panni di Totonno al fianco della sua Reginella (Isa Daineli).
Il versatile attore ha ricevuto sabato 21 giugno il Premio Nazionale Teatrale Franco Angrisano,
nell’ambito della rassegna Sant’Anastasia Arte e Spettacolo 2014 organizzata dal maestro Carmine
Giordano con la seguente motivazione: “Per la Sua prestigiosa e multiforme carriera, sempre
condotta con alta professionalità e sapienza d’Arte”. Proprio a fine serata, nel teatro padre Gregorio
Rocco di Madonna dell’Arco, abbiamo scambiato due chiacchiere con colui che è stato per un
decennio la spalla di Totò.
Lei non è solo attore, doppiatore e regista ma anche scultore. Com’è nata questa
passione?
“La scultura è il mio primo lavoro. Mi sono innamorato di una ragazza, ho lasciato l’Università
con enorme dolore da parte di mia madre, e sono andato a Roma per seguirla. Finiti i soldi ho
dovuto iniziare a lavorare presso il professore Sbardella: facevo lo sbozzatore nel suo studio e
prendevo una paga di 500 lire al giorno, con le quali si riusciva a malapena a mangiare. Con
500 lire campavo male ma campavo. Poi ho iniziato a fare l’annunciatore in radio nella Rai;
successivamente sono entrato nella compagnia del teatro comico musicale della Rai e da lì ho
iniziato a prendere gli stipendi. Mi sono comprato una vespa e ho avuto subito un incidente. Ero un
po’ matto. La mia vita era piena di pazzia e credo di esserlo ancora un po’ adesso”.
Quale messaggio vuole dare ai giovani che vogliono intraprendere la carriera
cinematografica?
“Oggi è un momentaccio, è difficile. Il messaggio sarebbe quello di non farlo anche perchè oggi,
eccetto la tv con Zelig e Grande Fratello che ti danno una pubblicità momentanea per poi farti
trovare nel deserto, modi seri e posati per fare questo mestiere ce ne sono pochissimi. Uno di questi
è quello di studiare. Fare l’attore richiede un sacrificio enorme e costante, e non si smette mai di
imparare. Anche i giovanissimi che recitano per la prima volta possono servire ad un vecchietto
come me che ha 70 anni di esperienza. Ai giovani dico che devono essere attenti, non lasciarsi
andare mai alla sciatteria che è il male moderno, politico e dell’umanità ed è, purtroppo, una
malattia molto diffusa”.
Lei ha recitato in molti film e commedie teatrali. Qual è il palcoscenico che preferisce?
“Indubbiamente il cinema perchè nel teatro gli attori recitano da soli e per se stessi pur di
conquistarsi l’applauso del pubblico presente in sala e dunque non c’è libertà ma è legato ad
esso. Mentre con il cinema stai davanti alla macchina da presa, poi sarà il pubblico tutto, dopo, a
decretarne il successo. Per avere successo in questo mestiere bisogna essere anche molto fortunati”.
Ci parli della sua ultima partecipazione al film di Ciotola e Massa, “Vacanz…ieri, oggi e
domani”.
“E’ stata un’esperienza divertente anche se mi innervosisco molto: prima dicono che bisogna stare
sul set un’ora e poi invece ne trascorrono svariate. Fa parte, però, del mio carattere perchè non so
aspettare, nemmeno le donne. Ho perduto amori e soldi per questo. Voglio le cose subito”.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
“Nonostante la mia età, adoro il personal computer, addirittura ne costruisco da solo: sarebbe
bellissimo diventare hacker e rubare i soldi alle banche. Non so se ci riuscirò ma se ci riuscissi sarei
l’uomo più felice del mondo (ride di gusto divertito, ndr)”.





