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Sant’Anastasia. Il sindaco Esposito denuncia Rifondazione Comunista

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Notificata sabato scorso al circolo “Nello Laurenti” una denuncia per un manifesto apparso quasi un anno fa a seguito dello sgombero del presidio all’isola ecologica da parte delle forze dell’ordine. Rifondazione etichettò il sindaco “fascista”.

È stata notificata al Circolo di Rifondazione Comunista "Nello Laurenti" di Sant’Anastasia una denuncia da parte del sindaco Carmine Esposito a proposito di un manifesto apparso quasi un anno fa a seguito degli scontri tra forze dell’ordine e cittadini che protestarono contro la realizzazione dell’isola ecologica in via Petrarca (LEGGI).

Sul manifesto incriminato, Rifondazione etichettò il primo cittadino "fascista" e lo si invitò a dimettersi proprio alla luce dei violenti episodi che si verificarono nella cittadina vesuviana. «Una querela per diffamazione perché etichettammo il sindaco "fascista" riferendoci con quell’appellativo agli atteggiamenti ostativi adottati, dove le forze dell’ordine in assetto antisommossa manganellarono diverse persone, tra queste anche una signora anziana – ci spiega il segretario di Rifondazione, Antonio Bianco – In politica si vedono manifesti dove si dicono cose peggiori e si usa un linguaggio forte, l’importante è che non sia mai esagerato ed eccessivo. A mio avviso ad un’azione politica si risponde con un atto politico. Se l’amministrazione ha ritenuto opportuno querelarci è perché sono state fatte delle valutazioni e ne prendiamo atto. Forse noi avremmo reagito diversamente».

Il dirigente del partito Gianluca Di Matola, senza mezzi termini definisce il gesto compiuto dal primo cittadino anastasiano «intimidatorio». «Un’azione del tutto inutile e infruttuosa che ci appare come un tentativo di zittire una parte dell’opposizione cittadina che fa appello alla libertà d’espressione per manifestare il proprio dissenso – sottolinea Di Matola – Per quanto mi riguarda, essendo io stesso l’autore di quel manifesto, che ho potuto elaborare grazie all’appoggio del partito della Rifondazione Comunista al quale sono tesserato, non cambierei, ad oggi, nemmeno una virgola di quanto pubblicammo».

Il dirigente di Rifondazione comunista conclude così il suo intervento: «Manganellare donne ed anziani che tentavano di opporsi pacificamente ad una insensata decisione della giunta Esposito, rimane, a parer mio, un violento gesto fascista. Sempre che, fascista o comunista, siano diventati oggi degli appellativi offensivi».

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