Al centro del reportage firmato Le Iene ci saranno le testimonianze dei contadini acerrani. A diffondere la notizia che sta facendo il giro del web, don Maurizio Patriciello, il prete della crociata contro l’avvelenamento ambientale.
Alle 21 di stasera reportage della trasmissione Le Iene nella terra dei fuochi. Al centro del documento le testimonianze dei contadini di Acerra. don Maurizio Patriciello, il prete della crociata contro l’avvelenamento della nostra terra, ha diramato la notizia con un comunicato che sta facendo il giro del web: “Questa sera alle iene il documentario sui territori avvelenati dall’ecomafia”.
Nel filmato ci sarà un lungo spezzone dedicato ad Acerra. A giugno le Guardie Ambientali avevano “scortato” la Iena Toffa, la biondina giornalista bresciana Nadia Toffa, nel territorio devastato dagli sversamenti illegali. Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori Cannavacciuolo, il cui gregge fu sterminato dalla diossina, e Armando Esposito, antiquario con una passione per il volontariato civile, hanno accompagnato la troupe del famoso programma Mediaset nei luoghi della devastazione da rifiuti tossici. Contrada Cappelluccia, contrada Lenza Schiavone, bosco di Calabricito, Pantano, aria di Settembre, i nomi delle località tristemente note alle cronache sul disastro ecologico.
Le telecamere della trasmissione hanno indugiato in particolare sull’impianto di Lenza Schiavone per lo smaltimento dei rifiuti. Molta attenzione è stata posta anche sugli anomali dislivelli di vari terreni coltivati, i cui ortaggi vengono periodicamente venduti al mercato. A un certo punto durante il reportage alcuni contadini si sono avvicinati alla troupe televisiva. “Abbiamo visto con i nostri occhi le persone che buttavano i rifiuti tossici nei terreni e nei regi lagni: facevano molte cose di notte, come lo scarico nei canali dei rifiuti liquidi”, la testimonianza rilasciata i microfoni della Toffa. “Un mio parente che lavorava nello smaltimento – ha aggiunto un altro agricoltore – si licenziò perché non accettava più di essere complice del traffico di quegli assassini approfittatori”.

