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Sant’Anastasia. Ancora incompleta la giunta comunale

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Confermato, oltre a Di Perna e Romano, anche Ciro Castaldo come assessore dell’esecutivo Esposito. Insistenti voci di corridoio vedrebbero Graziani (Lavori Pubblici) come il grande escluso.

Ciro Castaldo, Armando Di Perna e Vincenzo Romano: sono questi gli assessori che sono stati riconfermati nell’esecutivo Esposito, durante il consiglio comunale che si è celebrato ieri sera, martedì 12 marzo, presso un’aula consiliare di Palazzo Siano non particolarmente affollata.

Ancora incompleta, dunque, la giunta comunale anastasiana, anche se insistenti voci di corridoio provenienti sia dalla maggioranza che dall’opposizione, parlano di sei assessori in giunta a dispetto dei cinque nominati dal sindaco durante il primo azzeramento avvenuto un anno fa, e che Esposito sia alla ricerca di un assessore ai Lavori Pubblici più dinamico di Giancarlo Graziani, dato quindi tra coloro che non saranno riconfermati. Forse il sindaco (assente, ndr) ha preso atto che questo assessore proveniente da Napoli e calato nella cittadina vesuviana è stato poco incisivo nell’azione di governo, ma staremo a vedere.

Il consiglio comunale ha avuto come punti all’ordine del giorno l’approvazione, ad integrazione del vigente regolamento comunale di contabilità, dello schema di regolamento comunale del controllo sugli equilibri finanziari e l’approvazione del regolamento sui controlli interni, convalidati all’unanimità, ed il recepimento del piano del Parco Nazionale del Vesuvio. Quest’ultima delibera è stata approvata da quasi tutta la maggioranza, con l’astensione del PdL e di tutta l’opposizione; dal canto suo Capuano ha dichiarato che «non è chiara la necessità di prendere atto, in pubblica assise, del contenuto della nota dell’Ente Parco, visto che già siamo tenuti ad attenerci alle sue direttive». Prima dell’inizio dei lavori, ad animare il consiglio sono state le interrogazioni presentate da diversi consiglieri comunali. Il capogruppo del PdL Annarita De Simone ha portato all’attenzione del consiglio la richiesta del gruppo "Studenti in Movimento" di trovare una soluzione circa i disagi del trasporto pubblico locale.

A tal proposito l’assessore Romano ha rassicurato i giovani: «Già da qualche settimana abbiamo avviato una proficua interlocuzione finalizzata a garantire loro una migliore mobilità nel raggiungimento delle sedi universitarie e non solo. Pertanto abbiamo interpellato i vertici dell’azienda CLP, attualmente titolare della tratta Pollena- Cercola- Volla-Napoli, per fare in modo che venga garantita la copertura anche della tratta Sant’Anastasia- Napoli. Nei prossimi giorni – ha concluso l’assessore – attenderemo il parere della Provincia, Ente competente in materia». Il capogruppo consiliare Pse, Raffaele Coccia, ha rilevato che in via Primicerio non c’è la predisposizione per la segnalazione indicante i lavori in corso in quella zona mentre Franco Casagrande del Pd ha sottolineato «la soppressione del pullman delle ore 7.00 in via Romani e che venga fatta chiarezza sulla videosorveglianza presente al cimitero comunale», oggetto di continue profanazioni.

Carmine Capuano, alla luce delle polemiche scoppiate su un suo eventuale ingresso in giunta, ha rivendicato la trasparenza della sua posizione: «Non vogliamo che il nostro senso di responsabilità venga scambiato per attaccamento alla sedia. Se ci sono consiglieri ai quali dà fastidio ciò, allora si possono dimettere o sciogliere. Noi non vi tratteniamo e lo stesso vale per la maggioranza», ha affermato il capogruppo del PSI, rivolgendosi implicitamente a Mario Gifuni le cui reazioni subito dopo il risultato delle elezioni politiche sono ben note (LEGGI). Gifuni, però, che in sede consiliare non ha reso noto l’isolamento da La Destra così come annunciato in conferenza stampa, ha affermato che le sue dichiarazioni rese alla stampa sono state travisate (forse la memoria inizia a fargli brutti scherzi, ndr).

Giovanni Barone, capogruppo del Pd, infine, ha affermato di non comprendere i motivi «di una lungaggine così sostenuta da parte del sindaco di nominare la nuova giunta. È chiaro che sta emergendo uno stato di confusione politica, dove i ruoli sono mescolati, dove il consiglio comunale non rappresenta più né la sostanza dei patti, né la volontà e l’espressione delle ultime elezioni comunali».

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