Nell’Istituto scolastico di via Pace sono stati predisposti per le elezioni Eeuropee due sezioni elettorali, la n. 9 e 10, il cui accesso è stato garantito a tutti, senza limitazioni.
L’edificio di Via Pace, insieme a quello del Parco Belvedere e di Via Nappi, fa parte dell’ultima generazione delle scuole sangiuseppesi. Questi edifici sarebbero dovuti essere costruiti accessibili a tutti, invece hanno un grosso scalone all’ingresso, un muro invalicabile per chi non ha ottime gambe ed un fisico atletico.
Negli ultimi anni a San Giuseppe Vesuviano lo Stato, per motivi sconosciuti, ha deciso di applicare regolamenti molto restrittivi per l’accesso ai seggi elettorali che hanno penalizzato, principalmente, anziani e diversamente abili. Queste iniziative perentorie della Questura, applicate a macchia di leopardo alle sedi di seggio cittadino, hanno provocato anche la sosta selvaggia delle automobili che ha mandato in tilt il traffico nelle immediate vicinanze dei seggi creando non poche difficoltà alle attività commerciali della zona.
A Via Pace, invece, si è goduto di una sorta di zona franca: il parcheggio è stato tenuto aperto, il Comune l’anno scorso ha ultimato lo scivolo in cemento armato e nei mesi scorsi ha installato la pedana mobile per consentire l’accesso anche a chi si muove con la sedia a rotelle. Gli elettori con difficoltà motorie si sono recati alle sezioni 9 e 10 di Via Pace liberamente e senza chiedere “per piacere” a chicchessia. Anche gli Agenti in forza al seggio hanno tenuto un atteggiamento poco “militare” e hanno permesso l’accesso a chiunque senza controlli preventivi. In breve Via Pace per le Elezioni Europee 2014 è stato un pezzo di Europa continentale nel cuore dell’arretrato territorio Vesuviano dove hanno contato le leggi scritte e non le libere interpretazioni di operatori poco avvezzi ai tempi moderni.
Uguale fortuna non è toccata agli elettori delle sezioni 7 e 8 attrezzate nell’Edificio di Parco Belvedere che sono stati accolti da uno scalone di più di dieci scalini che avrebbe messo in difficoltà anche una persona normodotata; il parcheggio della scuola è stato tenuto rigorosamente chiuso provocando la sosta selvaggia sulla strada antistante che, per fortuna, non ospita attività commerciali.
Le barriere architettoniche a San Giuseppe Vesuviano sono un problema serio, accentuato da iniziative perentorie da chi avrebbe, invece, il dovere di gestire e semplificare la vita ai cittadini. I pochi che cercano di portare il problema in evidenza vengono o derisi o messi ai margini come dei provocatori, chi ha il dovere di risolvere i problemi pretende anche che le richieste siano fatte in maniera “gentile”.
Facendo ricerca nell’ambito scolastico sulle tecniche applicate all’alleggerimento delle barriere architettoniche, è venuto fuori che al Plesso Casilli gli insegnanti si sono attivati alloggiando classi con bambini diversamente abili al piano terreno facilmente accessibili dal parcheggio sul retro. Non ha avuto la medesima sensibilità la direttrice dell’Istituto Comprensivo Terzo Ceschelli, da cui dipende sia il Plesso Casilli che l’Istituto di Via Pace, la quale organizza le riunioni collegiali con i professori al primo piano dell’Istituto Ceschelli privo di scivolo e ascensore. Risultato: eventuali professori o genitori che volessero partecipare a riunioni collegiali, sono automaticamente esclusi.
Quasi il 40% degli Italiani ha disertato i seggi alle ultime consultazioni nonostante si votasse per il rinnovo di quasi 4000 consigli comunali; quanti di questi milioni di Italiani non abbiano espresso il proprio voto a causa delle barriere architettoniche non è possibile saperlo ma ciò rappresenta una sconfitta per tutto il nostro Paese. Una sconfitta che dovrebbe vedere almeno le scuse pubbliche di coloro che avevano la responsabilità della gestione e non hanno fatto il proprio dovere.



