SS268, ieri vertice in Prefettura con forze dell’ordine: subito un tavolo di lavoro ad hoc e, come deterrente, l’installazione di sorpassometri

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Il leader dei Verdi, Borrelli: “Tutti i responsabili vanno indagati”. L’on. Marcello Taglialatela (Fratelli d’Italia): “I sindaci facciano la loro parte garantendo presidi della polizia locale”.

Il Prefetto Antonio Musolino, i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine con la Polstrada in prima linea, la Regione rappresentata dall’assessore Sergio Petrella, esponenti dell’Aci Napoli e delle associazioni delle vittime della strada. Tutti insieme ieri nella riunione annuale dell’Osservatorio sugli incidenti stradali, ma a poche ore dall’ultima tragedia sulla statale 268 del Vesuvio un simile incontro non poteva prescindere da quella strada. Così è stato, infatti, senza trascurare nè le altre strade della provincia, tantomeno la città di Napoli dove avviene il maggior numero di sinistri.

Per la “strada della morte”, come è chiamata da lungo tempo la ss268 potrebbe rientrare anch’essa tra i destinatari dei finanziamenti provenienti dalle stesse sanzioni pecuniarie elevate. Di sicuro, il Prefetto ha promesso che manterrà alta l’attenzione e che per i problemi strutturali, di quella come di altre strade dell’hinterland non si può più aspettare. Attendere per la verità non si può proprio più. No. Basti pensare, come ha fatto rilevare ieri in una nota stampa il leader degli ecorottamatori Francesco Emilio Borrelli, insieme al responsabile dei Verdi di Somma Vesuviana, Salvatore Esposito, che il primo morto, la prima vittima risale al giorno successivo dell’inaugurazione della strada. “Sono passati circa 30 anni da quella data -dicono gli esponenti del Sole che Ride — e centinaia di riunioni e vertici con innumerevoli Prefetti e Sindaci. Da allora non è cambiato drammaticamente nulla. Solo chiudendo la strada e facendo i dovuti lavori e indagando tutti i protagonisti di questa vergogna le cose potranno cambiare.

Altrimenti dovremo aspettare solo i prossimi morti”. Hanno ragione i Verdi, la situazione è vergognosa. Però quella statale non si può chiudere. Almeno non per molto. Pensate cosa accadrebbe se il carico di traffico che percorre ogni giorno i 27 chilometri e 200 metri di asfalto della statale si riversasse sulle arterie comunali. La soluzione non sembra delle migliori e così la pensa pure il deputato di Fratelli d’Italia Marcello Taglialatela: “A prescindere dall’ipotesi commissariamento – dice il deputato – è necessario, per trovare una soluzione immediatamente percorribile alla annosa questione e nell’attesa che si avviino i lavori indispensabili per la messa in sicurezza della statale vesuviana, che i Sindaci dei Comuni attraversati dalla stessa facciano la loro parte, garantendo la presenza della Polizia Municipale nei tratti di strada che coinvolgono i Comuni che amministrano. In merito ho inviato una lettera ai Sindaci stessi e per conoscenza al Prefetto, chiedendogli di mettere in campo, in sinergia con la polizia stradale, tutte le azioni necessarie a garantire la sicurezza degli automobilisti e ad evitare il ripetersi di simili tragedie, che troppe volte negli ultimi anni hanno contraddistinto quel tratto di strada”.

Ora si aspetta il consiglio comunale congiunto che domenica prossima alle 10, 30 si terrà ad Ottaviano su input del sindaco Luca Capasso, nell’aula magna dell’istituto De’Medici di via Zabatta. Una proposta infine è però giunta dal summit in prefettura di ieri mattina: l’installazione di sorpassometri, un termine coniato proprio dalla polizia stradale che individua un complesso di attrezzature con una telecamera che invia le immagini ad un terminale dotato di software specifico. Ma di strada da fare, rispetto alla statale, ce n’è ancora tanta sul fronte strutturale e dei lavori che sono in ritardo astronomico rispetto alle previsioni. Con il rischio di perdere anche i finanziamenti europei. Ed è una via di fuga. Immaginate cosa accadrebbe se davvero noi residenti dei comuni interessati, dovessimo percorrerla per scappare in caso di rischio vulcanico o nell’imminenza (o nel bel mezzo) di altre calamità. Vi fidereste? Nonostante il sorpassometro ancora da venire?
(Fonte foto: Rete internet)

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