Dopo il più grande ritrovamento di rifiuti pericolosi degli ultimi anni nel Napoletano la deputata Pd chiede l’intervento dell’esercito. E il leader degli Ecorottamatori Verdi polemizza con istituzioni e forze dell’ordine.
La collina dei veleni sequestrata ieri dalla Forestale nei campi coltivati di Acerra sta facendo parlare di sè più che altro nel web. Social network e giornali on line cliccatissimi. Ma la politica tace. Almeno per il momento. Subito dopo la scoperta tra campi di loti, cavolfiori e pioppeti, con il sequestro dei 300mila metri cubi di amianto, bare, pneumatici e altri scarti cimiteriali, solo due voci si sono levate dal “coro” del mutismo generale, quella della deputata del Pd Michela Rostan, campana, di Polla, provincia di Salerno, e quella del leader degli Ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli, napoletano, ex assessore provinciale all’agricoltura.
Ecco il comunicato stampa di Michela Rostan: ” Quanto venuto alla luce in queste ore ad Acerra è segno della gravità del livello di inquinamento e contaminazione dei territori dell’agro acerrano ed è sintomo di un problema che non è più soltanto di carattere ambientale, bensì sociale, culturale e di legalità. Di fronte all’entità di questo fenomeno, è indispensabile che lo stato intervenga con forza e determinazione: è per questo che ho depositato una proposta di legge per l’impiego dell’esercito nel presidio dei siti contaminati come quello della contrada Pagliarone ad Acerra, dove i contadini hanno dichiarato di aver avuto paura, in passato, di denunciare gli autori di simili misfatti.
E’ accanto a loro che dobbiamo essere se vogliamo recuperare il nostro territorio, facendo sentire la presenza costante e concreta delle istituzioni “. E il comunicato di Borrelli: “E’ davvero incredibile che proprio ad Acerra, dove si trova l’ inceneritore, sia stata scoperta una collina di 300mila metri cubi di rifiuti di ogni tipo. Hanno sversato per anni distruggendo l’ ennesimo pezzo di territorio senza che le istituzioni e le forze dell’ ordine ancora una volta si accorgessero di nulla”.



