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SANITÁ REGIONALE: ASL E INFILTRAZIONI CAMORRISTE

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Quella della Campania sembra davvero “L”onorata sanità”. I conti sono saltati non solo per cattiva gestione ma anche per lo strettissimo connubio politica-camorra.
Di Amato Lamberti

Il governo ha deciso di commissariale la gestione della sanità in Campania. La spesa è fuori controllo e condiziona l”intero bilancio regionale. Il deficit annuale sfiora il miliardo di euro e i piani di rientro non riescono a prevedere più di 200 milioni di euro di risparmio, naturalmente tutti sulla carta.

Sembrerebbe trattarsi solo di un problema di malagestione delle strutture e dell”assistenza sanitaria che una oculata “governance” potrebbe anche in breve tempo risolvere. Chiunque lavori in una struttura ospedaliera sa bene che oltre agli sprechi ci sono ben altri problemi. Certo gli sprechi sono tanti, a cominciare dal rigonfiamento esagerato del comparto amministrativo e tecnico-gestionale, responsabile, inoltre, della dilatazione dei tempi di applicazione operativa oltre che della moltiplicazione dei passaggi burocratici. Ma i problemi sono anche altri.

Le indagini della magistratura su diverse ASL e Aziende ospedaliere, oltre al provvedimento di scioglimento della ASL 4, di cui abbiamo già parlato in questa rubrica (VEDI), hanno messo in evidenza almeno due situazioni ricorrenti, starei per dire strutturali.
La prima: gli appalti di manutenzione ordinaria e straordinaria sono pilotati da professionisti interni all”amministrazione in diretto collegamento con la dirigenza e con la protezione politica cui fanno riferimento e servono sempre a fare cash per i soggetti che governano, a far lavorare imprese amiche oltre a professionisti e tecnici di fiducia, a distribuire occupazione sul territorio dimostrando anche l”utilità di un collegamento politico con chi è in grado di dare risposte alle “esigenze” di individui e imprese.

La seconda: le forniture alle ASL e alle Aziende ospedaliere sono quasi sempre appannaggio di società con forti collegamenti con le cosche malavitose locali e con gli amministratori locali, che operano quasi in regime di monopolio in ciascuna situazione, visto che forniscono per decenni, e che impongono prezzi spesso esagerati rispetto al mercato. Non si tratta di un segmento di spesa irrilevante perchè le forniture riguardano la carne, il pesce, la pasta, i pelati, il riso, gli ortaggi, la frutta, ma anche le scope, la carta igienica, i detersivi, le siringhe monouso, l”ovatta, le garze, i bisturi usa e getta, il filo di sutura, ecc., ecc.

Alle forniture vanno aggiunti i servizi, di pulizia, di guardiania, di bar e ristorazione, ecc., anche essi appannaggio di società ed imprese spesso direttamente controllate da personaggi di grande spessore criminale.
In qualche ospedale dell”agro nocerino l”appalto per la gestione del bar interno veniva deciso con il metodo della eliminazione violenta del concorrente.
Uno dei problemi che l”assegnazione degli appalti di fornitura ad imprese gestite da malavitosi comporta è che le stesse, con l”accordo di tutte le parti, sono gonfiate a dismisura dando vita ad una circolazione di tangenti che spesso assorbe la maggior parte della spesa. Questi sprechi sono reali ma non sono visibili, almeno a livello di documentazione amministrativa.

Un ulteriore elemento da prendere in considerazione sono le cliniche private. Desta meraviglia, ma non so se sia una specificità campana, il numero elevato di cliniche e strutture private di proprietà di politici e amministratori locali, sempre impiantate dopo il raggiungimento di ruoli e posizioni politiche e/o amministrative. Ma sono numerose anche le cliniche e le strutture private direttamente controllate da personaggi di spicco della malavita organizzata, come dimostrano alcune indagini della magistratura. In entrambi i casi, la spiegazione potrebbe essere quella della permeabilità, in termini politici e amministrativi, di un sistema, quello sanitario, che permette una notevole accumulazione di profitti anche per l”assenza di controlli non limitati alla documentazione delle spese sostenute.

Viene il dubbio che per risanare la spesa sanitaria più che il commissariamento della Regione sarebbe stato utile lo scioglimento di tutte le ASL per infiltrazioni camorriste. Si sarebbero presi tre piccioni con una sola fava: il risanamento dei conti; la riappropriazione da parte dello Stato di un settore così importante per la salute dei cittadini; l”eliminazione dalla scena politica e professionale di amministratori pubblici e professionisti collusi con la camorra.

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