Nessun esponente di rilievo della Regione o del Governo alla cerimonia funebre di Michele Liguori (foto), l’unico poliziotto municipale di Acerra che lottava contro gli scarichi tossici. Liguori è morto di cancro, domenica mattina.
Dal pulpito il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha sostanzialmente detto che lassù il poliziotto municipale Michele Liguori, eroe dei nostri tempi, ritroverà finalmente puri come una volta i campi contaminati in cui sequestrava tonnellate di rifiuti tossici.
E il responsabile locale del Corpo Forestale dello Stato, Geremia Cavezza, ha ricordato il ruolo fondamentale nel fornire informazioni indispensabili ricoperto per tanti anni dal vigile urbano anti ecomafie, morto di cancro domenica mattina. Anche il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha tessuto le lodi del casco bianco “servitore delle istituzioni”, come lo ha definito in un messaggio, diramato ieri pomeriggio, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tutto qui. Lo Stato, quello che conta, quello che decide i nostri destini, non c’era stamane ai funerali di Liguori, consumati davanti a centinaia di semplici cittadini nella chiesa di Sant’Alfonso.
Anche nella sua bara il servitore delle istituzioni non ha potuto vedere quelle stesse istituzioni che ha onorato con la sua azione quotidiana d’ispezione della Terra dei Fuochi. La presenza in chiesa del comandante della caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, Luca Corbellotti, del commissario straordinario per l’emergenza roghi, il vice prefetto Donato Cafagna e del capo di gabinetto della prefettura, Francesco Esposito, non ha rimosso dai pensieri dell’opinione pubblica locale una serie di interrogativi, peraltro serpeggianti nel mormorio dei funerali:
“E Caldoro, il presidente della Regione Campania, dov’è? E dov’è Patroni Griffi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha speso qualche parola di cordoglio nell’ennesimo comunicato del momento?”. Perfino la provincia di Napoli era latitante stamattina, in chiesa. Al funerale nessun esponente della giunta “Pentangelo ex Cesaro”. Non c’era nemmeno l’ “acerranissimo” Antonio Crimaldi, ex assessore provinciale alla sicurezza e alla legalità nonché capo dell’opposizione di centrodestra nel consiglio comunale di Acerra.
Francesco Emilio Borrelli, leader degli ecorottamatori Verdi, è stato impietoso: “Alcuni politici dalla coscienza lurida non hanno avuto neanche il coraggio di omaggiare Michele Liguori per l’ultimo saluto: i vertici nazionali e locali dello Stato con la loro assenza e indifferenza hanno deciso di non onorare la memoria di questo eroe moderno. In questo modo hanno fatto apparire vano il suo sacrificio. Ma non sarà così, Liguori resterà per sempre un esempio da seguire e da ricordare con rispetto e gratitudine”.
La rabbia rischia di esondare come i torrenti in questi giorni di tempaccio. “ Lo Stato ha ucciso Michele Liguori, ecco perché non si sono presentati: per non essere contestati”, ha tuonato sulla scalinata della chiesa Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori le cui greggi furono abbattute a causa della presenza di diossina rilevata nel sangue. Gli ambientalisti di Acerra non intendono stare a guardare. “Nei prossimi giorni saremo di nuovo in piazza”, annuncia Antonio Montesarchio, altro attivista ambientale, pure lui parecchio imbufalito. Rabbia e sfiducia rischiano di diventare una miscela esplosiva ad Acerra e in tutta la Terra dei Fuochi.
(Fonte foto: Rete Internet)

