“Famiglia Cristiana” critica i politici e pone sul tappeto questioni serie ma eluse dalla politica. “Quanti hanno incontrato i giovani senza lavoro o precari a vita?”.
Mi ha molto colpito l’editoriale dell’ultimo numero di Famiglia cristiana. Come sempre puntuale, attento, profondo, critico nei confronti dell’attuale classe politica, ormai in piena campagna elettorale.
Niente male l’inizio: “Giù le tasse. Via l’Imu, anche se l’imposta sulla prima casa ha tenuto a galla i bilanci dei Comuni. Per non parlare di chi vuole uscire dall’euro perché, si sa, 450 milioni di europei si sbagliano e solo lui l’azzecca sempre. O di chi promette la crescita come se si potesse comprarla al supermercato. E poi, ci sono quelli che farebbero sparire il debito pubblico con uno schiocco delle dita”. “Di tutto e di più – continua l’editoriale – la campagna elettorale è appena partita, ma siamo già al solito e insopportabile mercatino delle illusioni. Dove le promesse si sprecano. E vince chi le spara più grosse. Perché oggi, i conti si fanno con l’Auditel: chi ha più pubblico ha sempre ragione. E domani si vedrà . Sulle promesse mancate si troverà senz’altro qualcuno da accusare”.
E, poi, dice inoltre Famiglia cristiana: “Alla politica sembra non interessino i problemi delle famiglie, dei giovani e dei lavoratori. Si preoccupa, soprattutto, di come vincere le elezioni e conquistare il potere. Un po’ meno della soluzione dei tanti problemi del Paese”. E qui il giornale cattolico passa in rassegna i veri problemi del Paese, “a cominciare dalla grave disoccupazione giovanile e dalla povertà delle famiglie”. E, in seguito, la critica più aspra, quando l’editorialista afferma che “i veri perdenti sono, ancora una volta, la politica e i partiti tradizionali. Un anno non è bastato loro per fare “pulizia” al proprio interno. Con più rigore etico. O per darsi una regolata su corruzione e costi della politica. E, soprattutto, per rimettersi all’ascolto del Paese reale, l’unica funzione che giustifica e nobilita la loro esistenza”.
E, infine, la conclusione: “A giudicare dalla campagna elettorale, nessuno di questi obiettivi è stato raggiunto. Non è arrivata la nuova legge elettorale, anche se tutti la giudicavano necessaria. E cancellare per sempre il “porcellum”, di cui tutti si vergognano, ma se ne servono. I privilegi assurdi della politica sono stati appena limati. Eppure, nell’insieme, costano 24 miliardi di euro l’anno, pari all’1,5 per cento del Prodotto interno lordo. Quasi 800 euro l’anno per ogni italiano, neonati compresi. Nessuno ha saputo ricucire l’Italia reale e chi dovrebbe rappresentarla nelle istituzioni”.
Amarissima la fine di tutta la riflessione: “Quali tra i candidati conoscono davvero il dramma delle famiglie impoverite dalla crisi o sfiancate dai sacrifici? Quanti hanno incontrato i giovani senza lavoro o precari a vita? La voce dell’Italia vera non ha avuto modo d’essere rappresentata. E finché non avverrà , il cambiamento di cui c’è bisogno resterà una speranza e non una prospettiva”. A me pare che Famiglia cristiana abbia, ancora una volta, colpito nel segno. Ci saranno indubbiamente critiche da parte dei politici a queste critiche, ma penso che sia giunto il momento di un esame di coscienza per tutti. Solo se la politica recupererà il concetto di bene comune risolveremo, insieme, i problemi reali della gente.
Diceva De Gasperi: “Si parla molto di chi va a sinistra o a destra (oggi anche a centro!), ma il decisivo è andare avanti e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale”. E’ questa la vera “agenda” che tutti i candidati devono adottare.
(Fonte foto: Rete Internet)






