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Cava Sari e biogas: le preoccupazioni del comitato “La Ginestra”

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Lente le operazioni di chiusura della discarica, rapide quelle per l’impianto destinato a produrre energia elettrica. Accuse al Comune: “Nessun vantaggio per i cittadini”. La replica: “Noi corretti”

C’è una velocità per la messa in sicurezza e le operazioni di chiusura della ex discarica Sari ed un’altra per il completamento dell’impianto di biogas, un affare milionario che sarà gestito da Ecodeco e, in parte, dalla Provincia di Napoli.

A segnalarlo, senza toni accesi ma in maniera netta, sono i rappresentanti del comitato “La Ginestra” di Terzigno. Un doppio canale che preoccupa il gruppo di ambientalisti e li induce anche a mettere sotto accusa il Comune di Terzigno che, a detta di quelli de “la Ginestra”, poteva gestire meglio la vicenda dell’impianto di biogas. Spiegano i comitati:

“A cava Sari i teloni verdi sono stati ricoperti solo in piccola parte dal terreno. Invece a tempo di record è stato costruito l’impianto di captazione del biogas, quello che si è sempre sprigionato dalla collina dei rifiuti. L’impianto è stato installato dalla EcoDeco, la stessa ditta che ha preparato la discarica e che l’ha gestita per tre anni sotto la supervisione della Asia prima e della Sapna poi. La EcoDeco per l’utilizzo del biogas ha presentato alla Provincia un project financing, che l’ha vista unico partecipante per una gara che non è mai stata indetta. La Sapna, che gestiva l’impianto per conto della Provincia, dopo la chiusura della discarica si è limitata ad osservare ed ha lasciato fare. Intanto, pur essendo stato informato fin dalle prime mosse del project, avendo ricevuto prospetti e informazioni, il Comune di Terzigno, o meglio chi lo ha rappresentato, non ha preteso nulla in cambio di questo ulteriore sfruttamento di una parte del suolo del suo territorio”.

Ai cittadini terzignesi, dunque, non arriverà nessun vantaggio dalla captazione del biogas: “Sarebbe stato troppo se una parte dell’energia elettrica prodotta fosse stata fornita alla comunità, a coprire il fabbisogno elettrico degli edifici pubblici, come il municipio, le scuole, e per l’illuminazione delle vie?”, si chiedono quelli de “La Ginestra”, che tuttavia specificano: “Non vogliamo elogiare l’utilizzo del combustibile dai rifiuti. Secondo noi la discarica è e resta una scelta sbagliata, un attentato all’integrità del territorio ed alla salute della popolazione, contro cui non bastano le parole. Sarebbe però auspicabile che chi va a rappresentare la cittadina debba, come minimo, saperla difendere”.

Dal canto suo, l’amministrazione comunale risponde per bocca di Stefano Pagano: "Noi abbiamo dato il parere favorevole alla realizzazione dell’impianto, ma nel verbale abbiamo fatto inserire tutto il nostro dissenso rispetto ai patti non rispettati a proposito del pagamento della Tarsu. I cittadini di Terzigno avevano diritto ad un’esenzione che non hanno mai avuto. Tuttavia, se avessimo detto “no” avremmo corso il rischio di tenerci la discarica ancora aperta e disponibile per chissà ancora quanto tempo. Dovevamo chiudere un capitolo e, peraltro, credo che una guerra a Provincia ed Ecodeco non avrebbe portato alcun risultato: il nostro parare favorevole, invece, è servito ad accelerare l’iter per la definitiva chiusura di cava Sari.

Lo Stato ha ritirato gli espropri sui terreni che ospitano la discarica ed ha restituito ai legittimi proprietari sia cava Sari che cava Vitiello. Insomma, il pericolo dell’apertura di un nuovo invaso è definitivamente scongiurato".

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