Ancora nessuno aveva esposto l’argomento con una denuncia precisa e con promesse per combattere il fenomeno. Ci hanno pensato i giovani a ribadire che la camorra sparirà da Portici.
Si è tenuta ieri a Portici una conferenza sul tema del crimine organizzato, una riunione fondamentale per definire quelli che saranno gli obiettivi volti a debellare il sistema camorristico nel territorio porticese. L’evento organizzato dai giovani candidati del movimento “Go!” ha avuto tra gli ospiti Nino Daniele, presidente dell’Osservatorio sulla camorra e le illegalità, nonché il candidato sindaco Nicola Marrone e altri illustri ospiti. Un’atmosfera decisamente giovanile, una platea di ragazzi infatti, hanno animato la sala, pronti ad ascoltare quelli che dovranno essere i punti fermi per la lotta alla camorra.
Le discussioni aperte durante l’interessante incontro hanno prodotto alcuni concetti principali, tra i quali: la lotta alla camorra va fatta soprattutto con il sequestro dei beni, che non è soltanto un colpo all’immagine, bensì ai patrimoni della camorra. Recuperare la legalità non vuol dire soltanto generare iniziative di tipo repressivo, ma anche tentare di massimizzare i profitti connessi ai beni sequestrati. Ogni bene sequestrato non dovrà limitarsi ad essere un trofeo comunale, dovrà piuttosto essere riutilizzato come patrimonio professionale in cui dare lavoro e con cui creare guadagni per la cittadinanza stessa. Questi beni vanno affidati a professionisti del settore, più che a teorici della legalità. In questo modo, la lotta non si limiterà soltanto all’attacco culturale ma anche all’attacco patrimoniale.
Il fenomeno camorra si ciba delle ricchezze, necessita di beni per poter proliferare. Nessun clan ha più senso di esistere se non può generare la sua materia prima: il denaro. I colpi vanno inflitti proprio lì, sui beni, che non solo vanno detratti dai clan, ma devono essere ceduti a chi può fruttarli legalmente. L’affermazione dei diritti dovrà avvenire togliendo ricchezze al crimine organizzato: se esiste ancora una qualche forma di accettazione pubblica del crimine organizzato, è anche perché i clan producono lavoro. Se la camorra offre lavoro, noi dobbiamo eliminare questa possibilità, e dovrà essere la prossima amministrazione comunale a farsi carico del sistema dei bisogni attraverso progetti mirati ad offrire lavoro con quei beni confiscati, togliendo alla camorra la possibilità di fare lo stesso.
L’intera conferenza di ieri ha puntualizzato la necessità di trasparenza politica e ha chiarito quanto ancora esista la cultura del sospetto, soprattutto riguardo al legame tra la camorra e l’amministrazione comunale. E’ stato poi il candidato sindaco che, alla fine dell’incontro, ha fatto una promessa forte e importante: “A Portici non dovrà mai più esistere nessun legame tra la camorra e la politica. Ci sarà un impegno totale affinché la camorra non possa più stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Basta politiche poco chiare degli appalti con ditte contaminate. Il rispetto dovrà manifestarsi attraverso due comandi principali: legalità e giustizia”.
Gli applausi sono andati anche ai due giovani e tenaci candidati Mauro Mazzone e Valentina Maisto che hanno ribadito con entusiasmo e serietà, l’importanza del programma con cui si propongono. Ecco di seguito i punti del programma elettorale, riguardo alla lotta al crimine organizzato: Immediata rifunzionalizzazione per scopi di utilità sociale degli spazi confiscati ai clan a Portici, le cui attività rimangono a tutt’oggi estremamente sottotraccia e stentano a decollare; potenziamento associazione antiracket; esenzione dai tributi comunali per chi denuncia le estorsioni; radio anticamorra sul modello dell’esperienza di Peppino Impastato; attività sociali, ludiche, di recupero e scolarizzazione nei quartieri a rischio: acquisizione delle imprese confiscate alle mafie da parte di cooperative per dare continuità all’impiego dei lavoratori che incolpevolmente scontano le conseguenze dei blocchi delle attività.

