Sul tavolo del Commissario Prefettizio arriva la nota firmata dalle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL. nella quale chiedono la revoca della delibera del 4 marzo 2013, che prevede la firma del contratto part-time.
Si è svolto ieri mattina, mercoledì 6 marzo, un nuovo incontro tra il Commissario prefettizio, Pasquale Manzo, ed i rappresentanti sindacali delle sigle CGIL, CISL e UIL, per chiarire la posizione dei 54 Lavoratori Socialmente Utili che rischiano ancora una volta di trovarsi senza stipendio.
Dopo lo stato di agitazione terminato la settimana scorsa, gli L.S.U. hanno ottenuto dal Comune porticese il pagamento regolare del mese di marzo. Una soluzione, però, provvisoria che farà slittare il problema di tre settimane, dopodiché i lavoratori si troveranno innanzi ad un bivio: firmare un contratto part-time nel periodo compreso dal mese di aprile 2013 fino al 30 giugno 2014, oppure cessare il rapporto lavorativo con l’Ente. I dipendenti, però, non accettano ciò che loro stessi hanno battezzato come "proposta indecente e scioccante" e dunque ancora una volta hanno occupato il 4° piano del Palazzo di Città di via Campitelli.
Proprio ieri, le sigle sindacali provinciali hanno inoltrato una diffida al Commissario Prefettizio e definito «illegittimo» il comportamento dell’amministrazione perché «da tempo con numerosi atti, erroneamente ha cercato di inquadrare gli LSU come lavoratori a tempo determinato e ciò in aperta violazione della delibera di giunta comunale 647 del 20.10.2010, la quale riconosceva agli stessi i benefici delle normative vigenti dettate in materia di stabilizzazione». «Il comportamento di questa amministrazione risulta in piena violazione non solo con tutte le normative vigenti in materia di stabilizzazione ma anche con l’orientamento della Suprema Corte – si legge dalla nota – Ciò comporterà la perdita dei finanziamenti regionali (qualora cessasse il rapporto lavorativo con gli L.S.U., ndr) con un enorme danno all’erario pubblico nonché un danno per l’Amministrazione che si troverebbe coinvolta in un inutile contenzioso che peserebbe sulla spesa pubblica di questo Ente».
Tutte premesse utili, a parere delle segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, per «diffidare codesta amministrazione a voler cessare nel comportamento di insistere nell’assimilare i rapporti di lavoro pendenti degli Lsu con la fattispecie di cui l’art. 9 DL. 78/2010 (che recita "A decorrere dall’anno 2011, le pubbliche amministrazioni statali possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009" ndr), al sol fine di non pregiudicare la loro futura stabilizzazione nonché di poter continuare a beneficiare dei finanziamenti regionali» e di «revocare la delibera 84 del 4 marzo 2013 (che prevede il contratto part-time, ndr). In mancanza si provvederà ad agire in sedi opportune sia sindacali che giudiziarie».
La questione di certo non terminerà qui ed i lavoratori annunciano di essere pronti a scendere in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica.
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