Torna alla ribalta il mercato nero delle sigarette. Stavolta però le sigarette sono cinesi, falsificate e velenose. Più di quelle originali. Una storia emblematica nella città della Fiat, Pomigliano.
Marlboro cinesi, la regina delle sigarette falsificata dal filtro al pacchetto, fino allo scatolo della stecca. Sigarette col trucco che fanno più male di quelle originali e autorizzate. Lo dimostrano le analisi effettuate dai tecnici della British American Tobacco, multinazionale del settore. Nelle sigarette cinesi contraffatte hanno trovato peli di topo, uova di insetti, zanzare, filamenti di metallo, pesticidi, veleni per topi, arsenico, segatura, coleotteri, escrementi, plastica, capelli e piombo. Intanto a Pomigliano, centro industriale alle porte di Napoli, il comandante dei vigili urbani sta pescando le finte Marlboro asiatiche in ogni anfratto, persino nei contatori dell’acqua che rifornisce i palazzi.
L’ultimo ritrovamento risale a ieri: tre stecche di bionde cinesi trovate dietro il contatore di un edificio disabitato. “Mi sono insospettito perché in quell’edificio non abita nessuno ma il lucchetto del contatore invece era nuovo – racconta il comandante dei caschi bianchi – poi l’ho forzato e dentro ho trovato le Marlboro, ovviamente false”. In tempi di crisi il contrabbando sta prendendo di nuovo piede anche nell’hinterland napoletano. E lo sta facendo nel modo peggiore, vale a dire utilizzando non più le sigarette originali che riuscivano a passare sottobanco la frontiera doganale. Stavolta stanno sbarcando le sigarette false, prodotte dalla nazione regina nel campo della contraffazione, la Cina.
“So che queste sigarette sono pericolose – aggiunge Maiello – quelli che le producono riescono a falsificare benissimo perfino i pacchetti e gli scatoli delle stecche. Sopra appongono anche il marchio “made in Italy” ”. Il responsabile locale dei vigili sta trovando stecche di “cinesi” un po’ dappertutto ultimamente. “ Abbiamo fatto cinque ritrovamenti – racconta – le nascondono nelle auto abbandonate ma anche nei contatori, come abbiamo dimostrato: soprattutto nel centro cittadino utilizzano questo metodo”. Finora l’invasione delle sigarette falsificate era stata puntata sulle nazioni europee dove le sigarette autorizzate sono molte care, come l’Inghilterra, i paesi scandinavi, la Francia e la Germania.
Ma il fenomeno adesso sta coinvolgendo anche i paesi occidentali più colpiti dalla crisi, Grecia, Italia, Spagna e Portogallo in testa. Qui il ritorno delle attività di contrabbando sta favorendo lo sviluppo inesorabile di questo micidiale mercato. Un business globale. In base ai rapporti internazionali di polizia le false bionde partono dalla Cina e quindi vengono stoccate a Dubai, da dove partono per diversi porti. In Italia le indagini della Procura nazionale Antimafia hanno individuato i porti di Genova, Gioia Tauro e Brindisi come i più attivi. Un traffico internazionale gestito dalle mafie italiane, dell’Europa dell’est, Russia compresa, dell’Asia.
Molto attiva la camorra. Nel 2011 la guardia di Finanza arrestò 29 persone e sequestrò le bionde a “marca” Classic, Marlboro e Chesterfield, destinate al mercato di Napoli. A gestire il traffico delle sigarette false c’era anche un intermediario, un ristoratore di lusso di Shangai. Le indagini della Dda hanno messo in luce il traffico internazionale delle finte bionde. Non solo via mare (con punti di appoggio in tutta Europa, Spagna e Grecia comprese), ma anche via terra, passando dalla Polonia. I contrabbandieri dall’Est fanno poi affari con i singoli clan che alla fine gestiscono la vendita nei territori di loro competenza.
(Fonte Foto:Rete Internet)

