I Lavoratori Socialmente Utili rischiano di trovarsi senza stipendio e denunciano: “Dal Comune proposta shock che non accetteremo mai”.
«Pare che il Comune di Portici sia in difficoltà economiche ed oggi ci viene fatta una proposta indecente che non accetteremo mai: lavorare il mese di marzo a fulltime e dal primo aprile fino alla scadenza della stipula part-time al 37%».
È quanto affermato da Roberto Ferro, delegato sindacale CGIL, uno dei 54 ex L.S.U. che rischiano ancora una volta di trovarsi senza stipendio. La storia è questa: poco più di un anno fa l’amministrazione locale guidata dall’ex sindaco Vincenzo Cuomo, annunciò di aver raggiunto un accordo con la Regione Campania per definire la situazione dei Lavoratori Socialmente Utili che da sedici anni aspettavano un’occupazione stabile; vennero, dunque, assorbiti dal comune di Portici con un contratto.
Per Regione e Comune il percorso di stabilizzazione prevedeva una prima fase, della durata di tre anni, nella quale l’ente locale poteva usufruire del contributo ministeriale di 20mila euro annui pro capite. Alla scadenza del triennio, poi, l’amministrazione s’impegnava a trasformare i contratti lavorativi da tempo determinato a tempo indeterminato. Un L.S.U. percepisce annualmente 27mila euro dei quali 20mila a carico della Regione e 7mila del Comune. I problemi sono iniziati alla scadenza della prima annualità del contratto, ovvero il 30 giugno 2012, quando la Regione non mandò i fondi stanziati dal Governo alla tesoreria del Comune di Portici. Per quell’occasione l’amministrazione comunale cercò di tappare i buchi facendosi carico di sei mensilità.
La Giunta Regionale della Campania, assessorato al Lavoro, dal suo canto, ha provveduto a liquidare il semestre, mentre per i mesi di gennaio e febbraio 2013, ha fatto sapere tramite una nota inviata il 27 febbraio scorso al Commissario straordinario del Comune di Portici quanto segue: «la Regione Campania provvederà al versamento delle somme previste dal piano di stabilizzazione degli LSU di codesta amministrazione con l’approvazione del bilancio, prevista entro la fine del mese di marzo. Resta inteso che l’interruzione dei rapporti di lavoro posti in essere dall’amministrazione comunale in esecuzione del percorso di stabilizzazione comporterà, fra l’altro, la revoca dei finanziamenti finora erogati».
«Tutte le sigle sindacali e la Regione Campania non sono d’accordo su come il Comune si stia ponendo nei nostri confronti – hanno sottolineato gli LSU che ieri, giovedì 28 febbraio, sono stati un’intera giornata al IV piano del Palazzo di Città di via Campitelli, in attesa dell’esito dell’incontro tra il Commissario ed alcuni sindacalisti – In pratica sotto la forma di minacce, il Comune ci dice di accettare la proposta che noi consideriamo indecente o ci licenzierà. Ed alcuni dirigenti comunali vogliono obbligarci a firmare questo atto scellerato e vergognoso. Abbiamo, intanto proclamato lo stato di agitazione sette giorni fa e a breve scatterà lo sciopero vero e proprio con partenza dalla sede comunale, per sensibilizzare anche l’opinione pubblica».
Intanto, dall’incontro durate diverse ore tra il Commissario Prefettizio ed i sindacati, è emerso che il Comune pagherà agli L.S.U. un’ulteriore mensilità. Una soluzione, ancora questa volta, provvisoria che farà slittare il problema di altri trenta giorni.





