Pomigliano. Salta il consiglio comunale

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Con 20 assenti non raggiunge il numero legale la seduta, particolarmente attesa, del Consiglio Comunale, con all’ordine del giorno le interrogazioni sulla situazione dei disabili e la rotonda in zona Ponte.

È la cronaca di un bluff annunciato la seduta ispettiva del Consiglio Comunale di ieri, sciolta dopo pochi minuti per il mancato raggiungimento del numero legale delle presenze, come da giorni si mormorava che sarebbe accaduto negli ambienti della politica cittadina, e come infine era apparso sul sito internet www.pasquinoilciabattino.it.

I banchi della maggioranza di centro-destra sono quasi desolati nel giorno in cui è prevista la discussione su temi fortemente sentiti dalla cittadinanza. Al primo appello del Presidente risultano presenti dieci consiglieri, e assenti venti, al secondo i presenti sono appena undici. Intanto l’aula consiliare è gremita, e ad accalcarsi dinanzi ai banchi dell’amministrazione è una folla di persone con l’urgenza di avere risposte ai propri problemi. Sono soprattutto i familiari delle persone diversamente abili, cui nel mese di agosto è stato tagliato il sussidio domiciliare ordinario, ad essere intervenuti per ascoltare le risposte dell’amministrazione alle interrogazioni poste ad hoc.

Ma ci sono anche i commercianti della zona Ponte, che srotolano lo striscione con la sigla dell’associazione CAIP che li rappresenta, pronti a lamentare i disagi arrecati alle loro attività dalla rotatoria realizzata in quell’area, e attenti ad ascoltare le risposte degli amministratori a riguardo.
Così quando la seduta viene dichiarata non valida piovono fischi e proteste al grido di «vergogna!», e alcune mamme si staccano dal gruppo per rivolgersi direttamente al sindaco.

«Mia figlia si fa i bisogni addosso, ha le crisi epilettiche, non è autonoma, e mio marito è malato: ci avete tolto anche le poche ore di assistenza a casa» lamenta una signora anziana, interpellando viso a viso il sindaco, che infine invita ad un confronto nei suoi uffici una delegazione dei genitori, mentre tra gli altri familiari e i rappresentanti delle associazioni AGVH e Genitori tutela dell’handicap continua il malessere e la contestazione per la mancata discussione collettiva sul problema.

«La gente è arrabbiata e distrutta» spiega Carlo Cicchelli dell’associazione Genitori a tutela dell’handicap, che si associa alla voce dei tanti genitori che hanno visto la diminuzione netta delle ore settimanali di assistenza domiciliare da dodici a cinque. Esprimono delusione e amarezza per l’andamento della seduta consiliare, improduttiva come era stata anche la recente convocazione da parte dell’ass. alle politiche sociali Colombrino, conclusasi senza alcuna proposta.

Le loro aspettative le hanno già precisate il 2 agosto con una richiesta urgente di annullamento della delibera sull’assistenza domiciliare dell’ambito 12, indirizzata agli enti comunali e regionali per ripristinare la situazione precedente non solo relativamente alla diminuzione delle ore settimanali di assistenza, ma anche all’esclusione dall’assistenza domiciliare degli handicappati gravi che frequentano i centri diurni socio-sanitari o i centri polifunzionali sociali, e alle altre prescrizioni della delibera. Ad oggi attendono ancora risposte.