Imprenditore edile viola i sigilli e ultima due appartamenti di oltre 120 metri quadrati ciascuno. Erano stati costruiti abusivamente nel periodo dello scandalo dei palazzi abusivi. I vigili urbani hanno sequestrato gli edifici fuorilegge, in via Pigna.
Tornano i fantasmi dello scandalo dei palazzi abusivi, scoppiato all’inizio del 2007. Spettri che si sono ripresentati col sequestro di due grandi appartamenti illegali (250 metri quadrati di superficie complessiva), realizzati proprio intorno a quel periodo buio del recente passato locale.
Gli alloggi, ubicati in una palazzina di via Pigna, in una ex campagna vicina alla sopraelevata della circumvesuviana, erano stati sigillati, ancora allo stato grezzo, dai vigili urbani circa sei anni fa. Ma nonostante i sigilli, il costruttore, G.C., di Casalnuovo, incurante di tutto, li ha ultimati e rifiniti. L’uomo è stato denunciato dai caschi bianchi e deferito all’autorità giudiziaria. Dunque, sembra proprio che le vicende di abusivismo edilizio stiano di nuovo spuntando come funghi nell’hinterland a nord est di Napoli. Dopo il caso dell’altro giorno verificatosi ad Acerra (un palazzo illegale realizzato al posto di una casa colonica e quindi sequestrato dai carabinieri) dai controlli stanno emergendo altre vicende che mettono in luce la presenza di un’attività costruttiva fuorilegge davvero radicata in questo difficile territorio dell’hinterland.
Sullo sfondo di queste ripetute irregolarità si staglia la situazione in cui versano i tanti immobili, circa 300, sequestrati dai vigili urbani durante lo scandalo dei palazzi abusivi, scoppiato a seguito di un’indagine dei carabinieri, avviata nel febbraio del 2007, che portò al sequestro di 74 mostri di cemento realizzati nei terreni agricoli e senza uno straccio di licenza nelle frazioni di Tavernanova e di Casarea. Intanto tutti questi manufatti (soprattutto quelli sigillati dai caschi bianchi, perché quelli sequestrati dai militari sono stati in gran parte demoliti) sarebbero dovuti finire tutti nella disponibilità del comune, previa regolare procedura di acquisizione al patrimonio.
Il problema è che però non è andata a finire esattamente così. Vari beni risultati fuorilegge sono, infatti, tornati nella disponibilità dei costruttori abusivi per effetto di procedure burocratiche troppo farraginose.

