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lunedì, Gennaio 24, 2022

Pomigliano. Fondi Jessica per la riqualificazione del parco pubblico: il comitato si dissocia

L’Amministrazione valuta la possibilità di accedere a fondi Jessica per la riqualificazione del parco. Il Comitato: “Sul parco pubblico si procede ancora a tentoni, progettazione partecipata compromessa”.

La questione del parco pubblico di Pomigliano, dopo un anno e mezzo di mobilitazione cittadina e d’impegno condiviso da parte dell’amministrazione, torna ad aprire margini di incertezza sui termini della sua risoluzione. A cambiare le coordinate faticosamente delineate negli ultimi mesi di cooperazione tra Comune e Comitato per il Parco Pubblico sarebbe ora la rinnovata possibilità di accedere a fondi Jessica – solo recentemente sbloccati – per la riqualificazione del parco Giovanni Paolo II.

Si tratta al momento solo di un’ipotesi visto che né da parte del Comune, né della Regione, erogatrice dei fondi, vi è certezza sulla possibilità di intercettare il finanziamento in questione modificando l’originario “progetto Jessica” proposto dall’amministrazione, decisamente impattante e incompatibile con il percorso di progettazione partecipata pianificato negli ultimi sei mesi, fortemente voluto, oltre che dal Comitato promotore, dallo stesso assessore all’edilizia pubblica e privata Caprioli.

«Abbiamo ufficialmente rinunciato al progetto iniziale e messo in campo un processo di partecipazione che nessuno vuol mettere in discussione» è la posizione espressa a riguardo dal vicesindaco, che replica così al comunicato reso pubblico dal Comitato dopo l’ultima riunione del 24 luglio con l’amministrazione, in cui si dava notizia della nuova iniziativa comunale. «Insomma nessun “Jessica 2” – continua Caprioli – ma solo la necessità di mettere su carta un indirizzo di riqualificazione della struttura per tentare di avere accesso ai fondi che potranno servire a realizzare quanto cittadini, comitato e amministrazione decideranno insieme».

Di un progetto “Jessica 2” che si candidi ad intercettare i fondi per la riqualificazione del parco, in realtà, il Comitato ha avuto visione proprio nella citata riunione, con tanto di dati economici che prevedono un finanziamento di circa dieci milioni di euro, di cui seicentomila li impegnerebbe il Comune, cinque milioni arriverebbero dal prestito della Banca Europea (che il Comune dovrebbe restituire in 20 anni) e altri quattro milioni e trecento mila li investirebbe un privato attraverso il project financing. Si tratta di un progetto che, come riconosciuto dallo stesso Comitato, lascerebbe pressoché immutata l’attuale fisionomia del parco, con l’aggiunta di posti auto sotterranei realizzati sotto il livello di quelli già esistenti, pensiline con pannelli fotovoltaici, e la cessione ventennale ai privati delle strutture coperte esistenti e da riqualificare.

Un piano dunque non particolarmente invasivo e in linea con la concezione essenzialmente naturalistica del Parco, che in questo senso motiva le dichiarazioni del vicesindaco, tese a minimizzare la realizzazione di un progetto nuovo, facendo salva la progettazione partecipata, ma che ha ugualmente determinato la reazione decisa del Comitato, pronto a prendere le distanze dall’iniziativa dell’amministrazione, escludendo di partecipare ad una decisione strettamente politica, quale quella di impegnarsi in un progetto con un piano di rientro ventennale.

Decisione rispetto alla quale il Comitato, che per mesi ha invano sollecitato la messa a bilancio degli interventi di riqualificazione del Parco, ha intanto espresso parere fortemente negativo, nella misura in cui l’adesione ad un business plan, che obbliga a ricavare dalle strutture esistenti un preciso rientro economico, comprimerebbe di fatto la partecipazione cittadina alla determinazione degli spazi del parco, già in passato ridimensionata dall’assegnazione tramite bando della struttura centrale e più importante del parco, oggi destinata a divenire un lounge bar.

La progettazione partecipata dunque continua ad essere ancora oggi una tela di Penelope cucita di giorno e disfatta, più o meno consapevolmente, di notte, che muove la presa di posizione del comitato in ordine a considerazioni di merito e insieme di metodo. Da un lato infatti «il Comitato sollecita l’Amministrazione a coinvolgere la cittadinanza in decisioni di tale tenore dando adeguata informazione ed avviando una consultazione, in un’ottica di trasparenza e partecipazione, instaurando in tal modo una prassi che si ritiene virtuosa».

Dall’altro «prende atto ancora una volta che sul tema del Parco pubblico si procede a tentoni, con piani di indebitamento ultra-decennali che espongono ad enormi rischi un tale Bene comune (basti citare l’esempio del Bar Ristorante l’Applauso per capire – in piccolo – i rischi che si corrono in queste pratiche finanziarie) e azzardati strumenti finanziari che pretendono di calcolare rientri economici su 20 anni, in una fase di congiuntura economica come quella attuale, considerando poi che gli interventi previsti (ad es. parcheggi sotterranei) non si fondano su adeguati studi di mercato». «Sarebbe il caso invece» conclude il Comitato «di dare il via a verifiche ed analisi approfondite, per cominciare a strutturare sin da ora un piano di finanziamento pubblico per la riqualificazione del Parco, quale verrà definita dal percorso partecipato».

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