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Pomigliano. 130 mila euro subito per combattere gli sversamenti di rifiuti tossici

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Fondi comunali per una cifra consistente a disposizione del progetto per la videosorveglianza delle zone di sversamento, già prima dell’approvazione del bilancio. In arrivo anche i fondi Pon Sicurezza.

Il problema degli sversamenti di rifiuti tossici nelle aree urbane e periferiche del territorio di Pomigliano lascia intravedere oggi una possibile soluzione o almeno un probabile contenimento del fenomeno che da anni avvelena queste zone.
Dal Comune arriva la prima buona notizia a riguardo, con la stima di 130.000 euro del bilancio da destinare alla realizzazione dell’impianto di videosorveglianza delle zone in cui sistematicamente si registrano sversamenti e roghi di rifiuti tossici. «Una cifra decisamente apprezzabile per realizzare un sistema abbastanza complesso» secondo il giudizio di Paolo Esposito, uno dei tecnici del progetto proposto dal Movimento 5 stelle, ieri presente all’incontro con l’ing. Cusano, responsabile dell’Ufficio Ambiente del Comune.

L’altro dato di massima rilevanza è l’approvazione, da parte della Prefettura, del progetto che sbloccherà circa 300.000 euro per la sicurezza, il cui stanziamento deve rispondere alla prima finalità del controllo contro fenomeni di racket e criminalità urbana, ma che si presterà, con buona probabilità, anche ad inibire altri comportamenti delittuosi come i reati ambientali che si verifichino però nell’area cittadina, escluse le periferie. Anche su questi fondi infatti, per i quali si attendeva l’ok dalla Prefettura, l’Amministrazione comunale aveva fatto affidamento per la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza di cui oggi si discute.

Intanto i roghi continuano a succedersi e le temperature altissime di questi giorni rendono l’aria irrespirabile nelle periferie, costringendo a finestre chiuse le comunità delle masserie ai confini cittadini. Incendi tossici sono stati registrati nei pressi del cimitero giovedì 16, e ancora frequentissimi nella zona di Acerra, contigua a Pomigliano, che risente naturalmente anche dei suoi mali. L’area della pista ciclabile, alle spalle de La Distilleria, è continuamente oggetto di questi sversamenti, come lo è da anni la stazione vecchia, abbandonata a sé stessa.

Ma i luoghi dove sistematicamente vengono depositati rifiuti pericolosi e non sono molto più numerosi, e, soprattutto, si tratta in molti casi di terreni agricoli: si parte dalla periferia Sud di Pomgiliano con via Palmese, l’incrocio Contrada Chiavettieri – Tavolone Carafa, via De Sica- Contrada Chiavettieri, la zona alle spalle del cimitero nuovo, che per il volume degli sversamenti viene considerata a tutti gli effetti una discarica a cielo aperto, Masseria Madonnelle, via Aurora, per arrivare alla periferia Nord al confine con Acerra, con i siti di abbandono di via Passatiello, e dell’area industriale di Pomigliano.

Le prime stime per i costi di bonifica di queste aree fa parlare di cifre che oscillano tra i 300 e i 400.000 euro, e richiedono tempi certamente lunghi. Più ottimistica è la previsione – ancora non ufficiale – circa i tempi del progetto di contrasto al fenomeno dell’ing. Cusano, che ha figurato la possibilità di entrare a regime con la videosorveglianza di tutto il territorio di Pomigliano tra sette o otto mesi.  

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