Un mix di cultura a tutto tondo: dalla storia, all”arte, passando per la scienza e il folklore, tutto a pochi chilometri da casa. Tutte le curiosità e le necessarie informazioni sono disponibili in rete.
Che il nostro presente sia scandito in ogni suo aspetto dalla tecnologia informatica è, ormai, un fatto assodato: versamenti, acquisti, scambi di dati passano tutti per la rete. Internet è certamente il carattere più decisivo e intrigante che contraddistingue la post-modernità. Niente di così inusuale, dunque, che anche il mondo della cultura si vada aggiornando in tal senso. La digitalizzazione e lo sviluppo informatico investe il settore della cultura nei suoi mille aspetti come dimostra Cultura Italia, il primo portale italiano che rende il patrimonio artistico e archeologico italiano “tutto da navigare”: attraverso un indice in costante aggiornamento Cultura Italia viene incontro all’internauta soddisfacendone i bisogni culturali attraverso la consultazione intuitiva delle risorse italiane, meticolosamente ordinate attraverso l’Indice dei metadati.
Il progetto MuseiD-Italia rientra appieno nell’ampio progetto di rinnovamento connesso a Cultura Italia e prevede la creazione di un’area dove è possibile trovare “informazioni sui musei, collezioni, sui monumenti e sui parchi e giardini statali e non statali, con orari, descrizione dei servizi offerti al pubblico; ricercare e confrontare opere provenienti da collezioni di diversi istituti; trovare informazioni relative a mostre temporanee e permanenti in tutto il territorio italiano e fruire di servizi come l’info-mobilità e campagne di comunicazione per la conoscenza del patrimonio, indirizzate verso specifici bacini di utenza, tra cui il mondo della scuola”.
Iniziativa meritevole, non c’è che dire, soprattutto se si considera che, in virtù di un accordo tra Regione e rappresentanti delle istituzioni museali locali, si è stabilita la digitalizzazione di un patrimonio artistico e archeologico che in Campania vanta, solo per dare due numeri, circa 2.600 reperti di fondamentale interesse ma la cui unica pecca (se così si può dire) è quella di essere sconosciuti al grande pubblico perché disseminati per una miriade di piccole realtà provinciali; e allora ecco che saltano agli occhi numerosissime istituzioni locali, preziosi tesori celati a causa di una scarsa operazione di pubblicizzazione.
In Campania, escludendo i grandi musei nazionali, se ne contano centocinquanta dai 44 della provincia di Napoli, ai 36 di quella di Salerno, passando per i 35 “dispersi” in Irpinia, i 18 del casertano e i 17 della provincia di Benevento. MuseiD-Italia, dove la D sta, ovviamente, per digitale, si fa promotore della valorizzazione di questi musei non statali e, con essi, di quella “Campania celata” che risulta assente dalle guide turistiche che fanno opinione. Attraverso l’indicizzazione viene messo a punto un utilissimo database che individua i musei per genere e per provincia.
Le statistiche protendono decisamente verso le istituzioni artistiche: ce ne sono 52 contro le 5 naturalistiche; completano il quadro due musei paleontologici, l’unico mineralogico presente a Vico Equense (foto) e il ricco mosaico di strutture a carattere storico, scientifico, demo-etno-antropologico, zoologico e archeologico. Ciascuno è provvisto di una scheda completa dove chi frequenta la rete può reperire informazioni fondamentali: gli orari d’apertura e chiusura, i servizi offerti al pubblico e le zone di maggior interesse della zona. Il progetto, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e sposato repentinamente dalla Regione Campania, può rappresentare l’inizio di una svolta: fornendo un assaggio di quello che la Campania Felix ha da offrire, il turista, con i necessari strumenti digitali, potrà gustarsi un ricercato piatto di cultura nostrana, senza correre il rischio di mancare l’appuntamento con i sapori forti e decisi che solo i piccoli centri della tradizione sanno offrire.
(Fonte foto: Rete Internet)

