A me interessa solo – è un punto d’onore – ricostruire la storia della trave che regge, dal 1970, la storia tutta di Ottaviano: l’urbanistica. Con gli annessi e i connessi sommessi, sommersi e soppressi.
Mi chiedono un commento sulla Giunta che si accinge ad amministrare Ottaviano. Non so che dire: conosco solo due assessori, ed è una conoscenza approssimativa. Aspetteremo gli atti e i fatti. Da ieri gli Ottajanesi si divertono a esercitare la loro mania per gli alberi genealogici: sai chi è il suocero dell’assessore Tizio, e chi sono i nonni dell’assessore Caio? Non lo so, e non mi interessa saperlo.
Nessuno dei consiglieri comunali ha voluto dimettersi per far l’assessore: le malelingue – lo sono quasi tutti gli Ottajanesi – hanno visto nella cosa solo i segni di una prudenza sospettosa: mi dimetto, faccio l’assessore, il sindaco dopo un po’ mi congeda e io perdo “Filippo e ‘ o panaro “: il paniere. E si sa che si può sopportare di perdere Filippo, ma il paniere, no: i panieri non è facile trovarli, nei mercati di oggi. Io, invece, in questo voler restare consigliere vedo il trionfo della politica pura sull’ambizione di potere: vi trovo, insomma, una nota positiva. I giovani consiglieri, soprattutto i debuttanti, non hanno voluto rinunciare a gustare il sapore della battaglia in aula, della rimbeccata, della filippica. Ma credo che tra non molto il problema verrà risolto: Ottaviano scenderà sotto i 15000 abitanti e un consigliere comunale potrà fare l’assessore e restare consigliere. Siamo sulla buona strada.
Mi pare naturale che qualcuno dei consiglieri abbia suggerito al sindaco di nominare assessore un proprio parente. In molte famiglie il rapporto di parentela è ancora garanzia di affinità culturale: per fortuna. Ottaviano non potrà trarre che giovamento da questo intreccio di idee e da questa corrispondenza di affetti che stringono giunta e consiglio comunale in un blocco di granito – stavo per scrivere: di granita – e garantiscono un’azione chiara, netta, risoluta. E’ il progetto ideale: fare del consiglio e della giunta una squadra compatta e flessibile, capace di ripartenze fulminee e devastanti, alla Mazzarri, e di manovre palleggiate, alla Benitez. Spero che il sindaco avv. Capasso, nel costruire la sua compagine, si sia avvicinato all’idea.
Premetto che indicherò gli assessori senza specificare il titolo professionale: poiché non sono ben informato, non voglio sbagliare. Di questi tempi, a Ottaviano, è il motivo più frequente di rissa, più del calcio e della politica: chiamare dottore uno che è perito agrario, e chiamare geometra uno che è ingegnere. Uno degli assessori si chiama Aniello Giugliano. Ho sentito dire che è di San Gennaro Ves.no. Se lo è, mi fa piacere. Leggo che il sig. Giugliano ha la delega al commercio, alle attività produttive e all’agricoltura, a settori, insomma, che – ha osservato qualcuno- richiedono, più di altri, una conoscenza specifica del territorio. Non sono d’accordo.
Anche se l’assessore è di San Gennaro, la scelta del sindaco non mi pare che sia un paradosso: prima di tutto, perché San Gennaro e San Gennarello sono ormai, anche urbanisticamente, una “synoikia“, una sola grande casa. A monte, invece, in quello che una volta si chiamava il centro di Ottaviano, il commercio, le attività produttive e l’agricoltura sono solo un vago ricordo: e i ricordi li può amministrare anche un assessore che venga, mettiamo, da Principina a Mare. Nel centro di Ottaviano il sig. Giugliano dovrà ripartire da zero. Se sia uno svantaggio o un vantaggio, lo vedrà lui.
Il sindaco ha tenuto per sé il “carico“ dell’urbanistica. Mi pare una scelta forte. Cambiano i sindaci, cambiano le amministrazioni, ma l’urbanistica con i suoi annessi e connessi sommessi sommersi e soppressi è dagli anni ’70 la trave su cui poggia tutta la storia politica di Ottaviano, la storia vera. Ora io voglio ricostruire la storia di questa trave. E dunque dovrò ritornare sugli ultimi episodi dell’ epopea delle licenze edilizie, e chiedere altre carte e altre notizie, e dovrò cercare, e trovare, i registri – stavo per scrivere “i registi“- delle concessioni edilizie rilasciate, a partire dal 1970, dalle istituzioni della nostra meravigliosa città.
E’ indispensabile, inoltre, sapere qual è in questo momento l’ aspetto, “la faccia“ del Puc, e leggerne un ritratto chiaro e preciso: così potremo capire, quando il Puc verrà approvato, quali variazioni – variazioni a correggere e a migliorare, ovviamente – sono state apportate sotto il “sindacato“ dell’avv. Capasso. La collazione dei documenti è cosa utile e buona: serve a capire il prima, il dopo. Il perché. Il chi. Il chi. Il chi.





