Napoli. un antico teatro nascosto nel cuore della città

Data:

Pochi sanno che, nel cuore di Napoli, si nasconde un antico teatro romano. Un tempo pezzo forte dell’edilizia della città, l’opera resta oggi in parte visibile tra i vicoli angusti dell’odierna Neapolis.

Passeggiando per via Anticaglia nessuno noterebbe gli antichi resti del teatro romano. L’occhio inesperto non vedrebbe che delle malridotte arcate, come ce ne sono tante in molti altri punti della città. Nessuno sospetterebbe che una parte di quei porticati abbia circa 2000 anni. Cose che succedono solo in Italia e più esattamente a Napoli, dove ad ogni angolo pezzi di storia si fondono e nascondono uno con l’altro. Eppure il centro storico della città, dal 1995 riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, cela tra i suoi vicoli anche questo spettacolo.

Il teatro, costruito a partire dal I secolo a. C., doveva essere, al tempo dei Romani, un polo importante dell’attività cittadina, insieme all’ormai quasi scomparso Odeion, che gli sorgeva accanto. Non dimentichiamo che ancora Ottaviano Augusto definiva Napoli la “custode della cultura ellenica”, l’unica città romana in Italia dove, in epoca imperiale, si continuava a parlare il greco. Il teatro, che per gli elleni aveva un valore ben diverso rispetto a quello datogli poi dai latini, assunse per questo, in città, un ruolo fondamentale. Si può dire che esso fu il monumento alla grecità di Napoli.

Gloria dell’antica edilizia partenopea, l’edificio ospitò, nel corso della sua storia, eventi importanti come gli spettacoli organizzati da Claudio e le esibizioni di Nerone. Si racconta che proprio il folle imperatore avesse proseguito uno dei suoi spettacoli napoletani anche durante e dopo un forte terremoto, costringendo i terrorizzati spettatori a rimanere seduti e ad assistere, giustificando le scosse come un apprezzamento della sua performance da parte degli dei. Leggende a parte, il teatro romano di Neapolis ha praticamente visto costruire, su di sé e intorno a sé, la città partenopea.

Abbandonato e trasformato in una necropoli nel corso del Medioevo, esso fu, nei secoli, largamente modificato dalla costruzione quasi ininterrotta di un’area residenziale che sfruttava la struttura latina come fondamenta. Molti dei suoi spazi furono così adoperati come cantine, depositi e stalle, nonché come sedi di botteghe artigianali. Un riutilizzo che, al contrario di quanto si possa pensare, non fu dettato dalla proverbiale “arte di arrangiarsi”, tipica dei napoletani, ma da una consuetudine comune, in vari tempi storici, anche a molte altre città italiane ed europee.

La stratificazione di Napoli, incredibilmente evidente quando tra i palazzi dell’Anticaglia spuntano tratti di un antico teatro greco-romano, è comunque caratteristica. La città partenopea si potrebbe definire una Roma sul mare che, come è stato già notato, racchiude in sé 27 secoli di storia. È sbalorditivo, in pieno centro storico, accorgersi, passeggiando tra quei vicoli stretti e bui, dell’esistenza del teatro che, a poco a poco, possiamo in parte ricostruire con lo sguardo.
Il grosso della struttura è tuttavia visibile solo dal sottosuolo cittadino, dalla Napoli Sotterranea, che l’omonima associazione permette di vistare seguendo un’affascinante percorso.

Incastonato ed inglobato tra i palazzi soprastanti, l’antico teatro è sicuramente uno dei pezzi forti della visita. Vi si accede, oggi, per vederne alcuni tratti, da una botola posta sotto il letto di un “basso” (in vico Cinquesanti), oggi espropriato, ma ancora arredato come una vera e propria abitazione, sicuramente la più peculiare di Napoli.
Del teatro romano, è vero, è rimasto ben poco. L’enorme cavea, che poteva contenere tra i 5000 e i 6000 spettatori, è ora in larga parte visibile solo grazie ai recenti lavori di recupero, finanziati dal Comune di Napoli. Ma, se preservare e valorizzare l’antichissima struttura è un obbligo per le autorità, altrettanto doveroso è per i cittadini stessi custodire tenacemente quell’edificio. Si può dire infatti che tutta Napoli affondi le sue radici nei suoi resti. Eretto a pochi passi dall’antico Foro, il teatro di Neapolis può considerarsi quasi il cuore della città.

Forse, verrebbe da dire, proprio per questo la città partenopea si lega indissolubilmente al Teatro. Qui furono messe in scena, per molti secoli, le commedie e le tragedie greche, le più antiche della storia; qui si sviluppò l’atellana e, secoli dopo, nacque Pulcinella, una delle principali maschere della Commedia dell’arte; qui, infine, in tempi relativamente recenti, Scarpetta prima ed Eduardo poi consacrarono il teatro napoletano nella storia. Napoli stessa appare al turista come un immenso palcoscenico all’aperto, in cui ogni napoletano recita da sempre una parte: il lazzarone, il guappo, lo sfaticato, il furbo, il ricco, il povero. Quell’antico teatro, celato nei vicoli della città, sembra dunque ancora istruire commedianti e attori e trasformare le strade di Napoli in uno spettacolo continuo, recitato da migliaia di interpreti e apprezzato da altrettanti spettatori.
(Fonte foto: Internet )

Condividi notizia sut:

I più letti

Chi ha letto questo articolo ha letto
Articoli correlati

Terzigno, Ferragosto sicuro: intensificazione dei controlli di prevenzione incendi boschivi

Riceviamo e pubblichiamo   In vista dei prossimi giorni di ferie...

Tufino /Marigliano. Controllo ispettivo presso agenzia di onoranze funebri: chiusura e sanzioni

A seguito di un controllo ispettivo effettuato dalla Polizia...

Somma Vesuviana, lettera in redazione : “La cittadella scolastica senza fognature?”

Riceviamo e pubblichiamo In questa ardente e infuocata estate voglio...