E’ il vulcanico sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito, fino a qualche tempo fa esponente di spicco del Pdl nel Vesuviano ma poi uscito dal partito.
Secondo quanto trapelato finora i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal maggiore Michele D’Agosto, sarebbero riusciti a beccare Carmine Esposito con le mani nella marmellata. Sorpreso in un bar vicino al municipio dai militari, il sindaco di Sant’Anastasia, sempre in base alle prime ricostruzioni, aveva con sè circa 15mila euro, frutto di una mazzetta che gli avevano appena consegnato personaggi riconducibili a una ditta di nettezza urbana. Impresa che si era aggiudicata l’appalto per la raccolta dei rifiuti nel territorio del comune vesuviano, ubicato alle falde del Monte Somma tra i paesi vicini di Cercola, Pollena, Somma Vesuviana e Pomigliano.
Carmine Esposito è un medico. Prima di diventare sindaco di Sant’Anastasia era il capo di gabinetto del presidente della provincia, Luigi Cesaro. Note le sue battaglie per il rilancio delle attività edilizie nel territorio del parco nazionale del Vesuvio.
Battaglie che gli sono valse scontri notevoli con gli ambientalisti. Monnezza e tangenti nella zona. Due anni fa, nella confinante Pomigliano, erano stati arrestati dai carabinieri, per tangenti nell’appalto di trasporto dei rifiuti organici, l’ex assessore all’ecologia, Salvatore Piccolo, e l’ex consigliere comunale di riferimento, Pasquale Pignatiello.





