La repentina crisi amministrativa nella città nolana ha fatto scaturire il duro monito di Beniamino Depalma, che ha bacchettato l’intera classe dirigente locale: “ma resto equidistante da tutti gli schieramenti”.
Il vescovo della diocesi di Nola bacchetta la classe dirigente di Marigliano, città di 30mila abitanti che rientra nella giurisdizione religiosa nolana, e scrive una lettera aperta indirizzata al popolo di Marigliano, dove ad appena un mese e dieci giorni dalle elezioni comunali sindaco, giunta e consiglio sono stati costretti a fare le valigie per la decisione dei consiglieri di opposizione di dimettersi in blocco.
Opposizione di centrodestra che ha praticamente approfittato della debolezza genetica della coalizione di centrosinistra. Una scarsa consistenza dovuta soprattutto ai numeri, a un consenso flebile che anche per effetto dei meccanismi scaturiti dal ballottaggio è riuscito in ogni caso a conferire la fascia di sindaco all’ex democristiano, poi margheritino e infine democratico Sebastiano Sorrentino. Nel frattempo Michele Papa, leader della coalizione di centrodestra, sostanzialmente guidata dal connubio territoriale costituito da Forza Italia e Udc, ha battuto i pugni riuscendo nell’intento di far crollare un avversario più volte giudicato “immeritevole per aver ottenuto meno voti personali di lui e per aver gestito la cosa pubblica in modo inadeguato rispetto alle aspettative di cambiamento”.
Papa alla fine ha ottenuto la sua rivincita facendo crollare il castello di sabbia che aveva strappato la sua vittoria di Pirro al ballottaggio dell’ 8 giugno scorso. Vittoria di Pirro che alla luce delle parole del vescovo sembra però ripetersi in fotocopia con il blitz riuscito all’opposizione. Nella sua lettera aperta Beniamimo Depalma si rivolge ai carissimi sacerdoti e laici impegnati nella città di Marigliano. “Condivido con voi questi momenti di confusione, imbarazzo e tristezza per il profondo degrado in cui è piombata la vita politica della città – le parole del prelato – sono giorni in cui viene fortemente e ulteriormente minata la dignità delle istituzioni, in cui la volontà di pochi scavalca il grido di dolore che proviene dai tanti mariglianesi che stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi economica”.
Quindi, la precisazione: “Io non sono un politico, resto equidistante da tutte le parti in causa. Ma da Pastore della Chiesa di Nola non posso restare in silenzio”. Fa una serie di domande Beniamimo Depalma. Ecco la raffica d’ interrogativi del capo della Chiesa nolana: “Era davvero impossibile mediare – nel senso più nobile del termine – e trovare punti di sintesi tra opposte coalizioni per il bene della città? In questa vicenda si è incarnata l’idea di bene comune così come definita nella Dottrina sociale della Chiesa? Le parti politiche ritengono davvero di aver interpretato, in questo modo, il sentire e il volere delle persone che le hanno votate?”.
Infine l’invito “a promuovere, sin dalla ripresa di settembre, momenti di confronto, riflessione e proposta per uscire da questo incomprensibile stallo”. E’ una cittadina che pare priva d’identità Marigliano. Non ha le grandi fabbriche di Pomigliano, città dei lavoratori sia pure anch’essa morsa dalla bestia della crisi, nè il suo centro della movida serale e notturna. E non ha il tribunale, la stessa sede diocesana, il duomo, la festa dei gigli e i centri commerciali dell’altrettanto vicina Nola. Alle prese, peraltro, con gravi problemi legati al disastro ambientale della Terra dei Fuochi, questo centro un tempo agricolo sembra ormai aver superato la strada del cambiamento per approdare nel porto del nulla.
Ecco il testo integrale della lettera del vescovo Depalma:
>Carissimi sacerdoti e laici impegnati della città di Marigliano,
condivido con voi questi momenti di confusione, imbarazzo e tristezza per il profondo degrado in cui è piombata la vita politica della città. Sono giorni in cui viene fortemente – e ulteriormente – minata la dignità delle istituzioni, in cui la volontà di pochi scavalca il grido di dolore che proviene dai tanti mariglianesi che stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi economica.
Io non sono un politico, resto equidistante da tutte le parti in causa ma da Pastore della Chiesa di Nola non posso restare in silenzio. Mi pongo delle domande, e credo siano domande che anche voi avete nel cuore e sulle labbra: era davvero impossibile mediare -nel senso più nobile del termine – e trovare punti di sintesi tra opposte coalizioni per il bene della città? In questa vicenda, si è incarnata l’idea di bene comune così come definita nella Dottrina sociale della Chiesa? Le parti politiche ritengono davvero di aver interpretato, in questo modo, il sentire e il volere delle persone che le hanno votate?
Credo che, come comunità cristiana, dovremo provare a dare delle risposte concrete a queste domande. Vi invito perciò a non essere meri e distanti osservatori dei fatti, ma a promuovere, sin dalla ripresa di settembre, momenti di confronto, riflessione e proposta per uscire da questo incomprensibile stallo.
Marigliano è una città con grandi risorse e grandi potenzialità, ha bisogno di una classe politica e di una società civile che, con generosità, sappiano aiutarla a crescere e a proiettarsi nel futuro. I mesi che vi separano dalle prossime elezioni non siano sprecati, ma siano una opportunità per educare la comunità cristiana a perseguire il bene comune e a spendersi generosamente per la città.





