La fobia sociale, nella sua particolare forma di fobia scolare, tende a presentarsi generalmente o quando il bambino va a scuola per la prima volta oppure con l’ingresso nell’adolescenza, approssimativamente tra i nove e i quattordici anni.
Filippo ha 14 anni e non va più a scuola da due mesi. Nonostante sia sempre stato un ottimo alunno, di spiccata intelligenza e con un forte senso del dovere, negli ultimi tempi sembra molto cambiato: si è chiuso in se stesso, non frequenta più gli amici, ha abbandonato la squadra di basket che gli dava tante soddisfazioni ed è diventato inoltre molto pauroso e timoroso di trovarsi esposto al giudizio dei compagni. Filippo proprio non ce la fa a tornare a scuola: si sente soffocare, gli viene il panico e anche quando, qualche volta, la sera in accordo con i genitori, fa i migliori propositi per l’indomani, poi il senso di panico che lo assale la mattina seguente prima di recarsi a scuola è così forte che tutti i suoi buoni propositi svaniscono nel nulla.
Filippo è uno dei tanti ragazzini che soffrono della cosiddetta fobia sociale, una situazione che si caratterizza per una marcata e persistente paura per quelle situazioni sociali dove il soggetto è esposto a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. Nel caso di Filippo, la scuola e la squadra di basket. Le paure maggiori, per un ragazzino che presenta fobia sociale riguardano solitamente parlare in pubblico, andare alle feste, avere relazioni con persone di sesso opposto, leggere in classe piuttosto che scrivere alla lavagna o ancora parlare in un gruppo di coetanei. I pensieri che spesso si scatenano nella testa di un ragazzino come Filippo posso essere facilmente riassunti in questi termini: “Ecco, sto facendo una brutta figura davanti ai compagni, tutti mi stanno guardando, sono preoccupato, ansioso!”. Generalmente la fobia sociale, nella sua particolare forma di fobia scolare, tende a presentarsi o intorno ai 5-7 anni quando il bambino va a scuola per la prima volta o, in alternativa, con l’ingresso nell’adolescenza, approssimativamente tra i nove e i quattordici anni.
La fobia sociale, soprattutto quando prende la forma di fobia scolare e si manifesta dunque come rifiuto di andare a scuola può, a lungo, stancare i genitori i quali proprio non riescono a “mettersi nei panni” del figlio che da un giorno all’altro decide di non fare più il suo dovere. I bambini e i ragazzi con fobia sociale, tipicamente, cominciano ad agitarsi al mattino appena svegli (ad eccezione della domenica!), a lamentare mal di pancia, a piangere, e a supplicare i genitori di non portarli a scuola. In quei momenti promettono però, sinceramente, che andranno a scuola il giorno seguente. Eppure il giorno dopo “la musica non cambia!” Spesso la tolleranza dei genitori arriva al limite e questi ultimi non sanno più come comportarsi: “Insisto e lo porto a scuola con forza? O lo assecondo e lo lascio a casa?” Si tratta di interrogativi difficili, a cui, per i genitori, non è semplice trovare una risposta da soli, sommersi dalla stanchezza, dal timore e dalla difficoltà di trovare un senso nei comportamenti del figlio. Ma un senso c’è. Un significato nei pianti, nei lamenti e in quei mal di pancia quotidiani c’è sempre e spesso con l’aiuto e il sostegno giusto si riesce a leggerne con chiarezza il significato.
(>Fonte foto: Rete internet)

