11.750 monografie, 7 periodici correnti e 4 spenti, 4 quotidiani correnti ma niente connessione. È la Biblioteca Comunale “Giancarlo Siani” di Cercola.
«Ho saputo che in inglese “why” significa “perché”; nuje a Nnapule tenimmo ‘e “guaje” ma nun sapimmo ‘o ppecché».
Così Federico Salvatore in uno dei suoi istrionici componimenti tracciava il solco profondo che separa due universi inconciliabili: da un lato l’aplomb britannico, le regole, gli orari, la disciplina; dall’altro l’improvvisazione, l’estro, l’ars arrangiandi tipicamente partenopea. “Vediamo, qualcosa sempre esce, abbiammo ‘a piglià…”, il campionario è vastissimo. Ma a volte arrangiarsi non basta, ed ecco che bruscamente tutti i nodi vengono a galla o, in mancanza d’acqua, al pettine. Le biblioteche sono luoghi affascinanti, imperituri, miniere d’oro in cui si conserva da millenni il sapere universale, eppure anche una biblioteca si deve adeguare. Al progresso, ai tempi che cambiano, alla scienza che avanza.
In via Nuova Caravita 41 ce n’è una particolare, con un regolamento risalente ad un’epoca in cui il termine “wireless fidelity” non diceva niente di niente a nessuno da nessuna parte. «ART. 1 – La Biblioteca Comunale “Giancarlo Siani” di Cercola si configura quale presidio essenziale di un processo di educazione permanente teso a favorire lo sviluppo culturale e civile della comunità essenzialmente attraverso le attività di pubblica lettura, di informazione e documentazione». Attività di pubblica lettura, informazione e documentazione… Passiamo avanti, va’:
«ART. 2 b) – Organizzare i servizi di guida alla lettura e alla fruizione degli strumenti tecnologicamente più avanzati, oltreché di informazione periodica dei cittadi attraverso bollettini (delle nuove acquisizioni, di orientamento, ecc.), bibliografie, mostre, ecc.». Be’, ora non ho controllato se la struttura ospita basi missilistiche, pannelli fotovoltaici o robot bibliotecari, ma una cosa è certa: tra gli “strumenti tecnologicamente più avanzati” manca la connessione wi-fi. Tradotto, gli ospiti non possono navigare in rete dai propri dispositivi, a meno di presentarsi già armati con tanto di chiavette, 3G e altre stregonerie varie al seguito.
A questo punto non resta che fare un inflazionato appello alle istituzioni, e lo facciamo alla maniera di Pino Campagna, perché a una situazione comica soltanto le parole di un comico possono provare a porre rimedio. Quindi, tutti insieme: Sindaco, ci sei? Ce la fai? Sei connesso?
(Foto tratta da Facebook)





