Tra sequestri e arresti, le ultime operazioni anticamorra decimano alcuni clan. Ecco cosa è accaduto negli ultimi giorni ed ecco, soprattutto, cosa ancora bisognerebbe fare per porre fine al fenomeno.
In pochissimi giorni sono stati tanti i successi ottenuti dall’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine. La nostra cultura prevede con molta facilità la lamentela, la critica e la sfiducia nei confronti di chi, invece, nella maggior parte dei casi, mette a rischio la propria vita quotidianamente pur non guadagnando tanto. In alcuni casi senza guadagnarci niente.
L’impegno tenace di quasi tutti i componenti delle forze dell’ordine in Campania, è un valore spesso poco apprezzato e ancor di meno messo in risalto da quella collettività, troppo impegnata a vittimizzarsi per i disagi sociali di cui spesso ne è l’artefice. Sono ottanta gli uomini arrestati, tutta gente di camorra, tutte pedine di clan potenti a Torre Annunziata. Un duro colpo per i Gionta e per i Gallo-Cavalieri, famiglie in lotta per detenere il controllo delle attività illecite in città. Gli uomini sono accusati di reati come associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio di stupefacenti, estorsione, riciclaggio e detenzione e porto illegali di arma aggravati da finalità mafiose.
Una bella disinfestazione insomma, affinché Torre Annunziata possa respirare, momentaneamente, un po’ d’aria più pulita e possa seriamente ragionare sulla crescita di un territorio, ancora sporco dalle macchie indelebile di sangue, portate dagli infami che uccisero impietosamente il giovanissimo Giancarlo Siani. Non è soltanto questa la buona notizia della scorsa settimana. Mentre a Portici, dopo vari intoppi, è stata firmata l’intesa per riaprire il ristorante “Ciro a mare”, storico locale chiuso tempo fa in seguito ad un attentato camorristico, dall’altra parte dell’hinterland, a Scampia, la polizia ha sequestrato un’auto rubata con dentro tre pistole e una molotov. Gli agenti sono certi di aver sventato un nuovo attentato nell’ambito della guerra tra “scissionisti” e “girati”.
Recentemente dunque, questi e altri successi antimafia, sono avvenuti a pochi chilometri da noi, nella nostra regione, ravvivando così un forte senso di fiducia nei confronti di chi si impegna nelle nostre zone affinché venga costantemente combattuto il crimine organizzato. Ora l’impegno andrebbe focalizzato sull’intreccio tra la camorra e la politica in molte città della Campania. Sarà questa la più determinante operazione per una bonifica totale del fenomeno. Il problema camorra non è mai stato un corpo esterno alla nostra realtà quotidiana. Uno dei rischi in cui è possibile imbattersi, è quello di immaginare il crimine organizzato come un fenomeno esclusivamente legato alla minaccia e alla violenza.
In realtà la camorra è un sistema articolato tenuto in vita da fattori contingenti che raggiungono moltissimi ambiti apparentemente legali, come ad esempio i vertici politici. L’esempio non è preso a caso, poiché in realtà, ciò che spesso non viene chiarito, è proprio lo stretto legame che c’é tra le concessioni politiche e le operazioni di stampo mafioso. Gli eventi degli ultimi giorni sono stati importantissimi per fare uno scacco matto al sistema camorristico. Bisogna battere il ferro finché è caldo e lavorare con la stessa assiduità dimostrata negli ultimi tempi, affinché le indagini svelino e blocchino con determinazione e con pene esemplari tutti i governatori politici che dall’alto dei loro uffici, collaborano con la camorra, la gestiscono, la favoriscono e addirittura la guidano, attraverso sudditi armati pronti a seguire vari tipi d’interessi economici.
L’intreccio tra la politica e la camorra, per quanto difficile possa apparire, in realtà necessita esclusivamente di maggiore impegno per le forze dell’ordine e per la magistratura. Se questo tipo di esercizio fosse incisivo e ben strutturato, probabilmente si potrebbe iniziare a parlare di completa estinzione del fenomeno camorra. La definitiva estinzione della camorra quindi, si potrà avere solo quando ci sarà la risolutiva scomparsa degli amministratori politici collusi. Sono, infatti, questi ultimi i veri mandanti degli atti più lucrosi del crimine organizzato. Affinché tutto ciò sia possibile, ci vuole dedizione e nuovi amministratori incontaminati.
Amministratori che si rifiutino di scendere a compromessi con i traffici illeciti, amministratori politici che autorizzino una lotta seria ai politici non corretti. Un’attività questa, che andrebbe fatta nelle nostre zone, ma anche e soprattutto a Roma, dove le poltrone sono più comode e i bottoni del comando più facili da premere. Ogni politico che detiene una carica di amministratore e che quindi ha anche un minimo potere decisionale nel governo di un territorio, può favorire e gestire i guadagni commerciali ricavati da attività estorsive, spaccio di droga, mercato della prostituzione, gare d’appalto truccate, imprenditoria abusiva, edilizia e tanto altro ancora. Questo dovremmo ricordarcelo bene ogni volta che andiamo a votare, anche solo per ridipingere di verde speranza le macchie rosse di sangue di Giancarlo e di tutte le altre vittime di camorra.
(Fonte foto: Rete Internet)






