La Mala Banda Vesuviana in concerto

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Nel Borgo antico del Casamale, concerto ricco di suggestioni, un viaggio musicale in cui hanno trovato degno spazio autori del ‘700 e del ‘900.

Ricco di testimonianze storiche e cuore di conservazione delle più importanti tradizioni popolari della cittadina sommese, il Casamale (il cui nome deriva da quello di una famiglia di origine nobili che vi abitava), conserva un’atmosfera di indubbio fascino e di forti suggestioni, con le sue stradine, i suoi storici palazzi e gli archi in piperno, le costruzioni in pietra grigia nonché la fastosa Collegiata di Santa Maria Maggiore, e il suggestivo Castello D’Alagno. Fascino e incanto a cui non sono riusciti a sottrarsi nel tempo né antropologi né studiosi e né artisti noti ed accreditati, che spesso hanno citato le tradizioni e le bellezze storiche del luogo.

Suggestioni che hanno fatto presa soprattutto sui giovani residenti e non del borgo che, in collaborazione con gli anziani del posto, sono scesi in campo per promuovere iniziative ed eventi volti a ridare splendore al borgo. Nell’ambito della I Edizione della kermesse Terra Murata Festival, i talenti del borgo Casamale finalmente stanno uscendo allo scoperto, pronti ad impegnarsi per la riqualificazione dello storico luogo sommese. Sono gli stessi giovani che non si tirano indietro di fronte all’immane lavoro di organizzazione e di allestimento del borgo per la festa delle lucerne, che mettono a disposizione tempo e risorse per il presepe vivente, per il carnevale al borgo, per i mercatini dei prodotti tipici, per qualsiasi manifestazione che valorizzi il loro quartiere.

Sono soprattutto giovani che hanno la musica dentro, che sentono forte il richiamo delle percussioni, dei ritmi e dei suoni delle nostre terre. Dalla radice del nome Casamale, nasce la Mala Banda Vesuviana, ovvero un gruppo di giovani talenti musicali, tra cui liberi professionisti, musicologi, studenti, che da anni portano la storia e la tradizione della musica popolare nelle scuole, tutti accumunati dal desiderio di far conoscere la propria terra con tutta la sua storia e le sue tradizioni. Nell’ampio e bel giardino dell’Arci, in un’atmosfera semplice ma ricca di incanto, abbellito con frutta fresca e tante piccole lucerne, la Mala Banda Vesuviana, pregiandosi dello straordinario talento teatrale di zi Michele ‘e Zez, ha saputo accompagnare gli spettatori nel regno delle due Sicilie, riportando alla luce fatti e misfatti di re e regine dell’epoca.

Federico Ambrosanio con clarinetto, oboe, piffero, Gianluca Calvanese al basso, Gino Calvanese alla chitarra, Nicola D’Avino alle percussioni e la splendida e magica voce di Carmine Fiorillo: in un crescendo di ritmi caldi e travolgenti il gruppo ha cantato la vesuvianità e non solo. Rispettando ed onorando la tammurriata sommese, il gruppo ha saputo valicare, attraverso una musica soft e ricercata, i confini regionali con dei pezzi davvero interessanti, che hanno fatto molta presa sul pubblico presente. Nel repertorio, pezzi tratti dalla cantata dei pastori e degli autori del settecento fino al novecento e alle tammuriate classiche e sommesi. Sotto un cielo stellato e in un’atmosfera di sobrietà e di pace, allietata con piatti adeguati al tema della serata, la musica, come sempre, ha annullato confini e distanze, regalando emozioni e suggestioni uniche, indescrivibili.

Prima di spegnere l’ultima fiammella, sul ritmo deciso della tammorra, un annuncio di speranza dalla straordinaria voce di Carmine Fiorillo : ”O Casamal s’è scetat e a malaband è turnat..

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