Ipercoop Campania, le cooperative emiliane: “No al salvataggio”

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Ieri le coop Estense e Adriatica hanno comunicato di aver abbandonato il tavolo con i sindacati: “Non ci sono le condizioni per il nostro arrivo in Campania”.

Ipercoop Campania: è rottura nella trattativa per il salvataggio. Ieri le cooperative emiliane Estense e Adriatica hanno comunicato ai sindacati di “ voler abbandonare il progetto finalizzato all’arrivo in Campania” e, quindi, di “ non poter garantire più l’intervento di acquisizione della catena regionale di ipermercati e supermercati di proprietà della toscana Unicoop Tirreno”. Salari ridotti al minimo, tagli ai posti di lavoro, contratti in deroga al contratto nazionale, demansionamenti e drastica riduzione dell’orario. La cura da cavallo che le coop emiliane avevano chiesto in cambio della salvezza della grande distribuzione campana della Coop non è stata digerita dai sindacati di categoria.

“Inaspettatamente – scrivono in un comunicato congiunto le segreterie nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Ultucs-Uil – la risposta delle cooperative è stata di totale chiusura rispetto all’utilizzo della cassa integrazione ”. La cig al posto dei licenziamenti è una delle principali soluzioni avanzate dalla controparte ritenute irricevibili da Estense e Adriatica. “La situazione presentata ai sindacati ha palesato tutte le criticità che la rete Coop ha in Campania – hanno aggiunto le organizzazioni di categoria – per la quale si prevede una perdita complessiva di circa 17 milioni di euro per il 2013 ”. Il piano d’impresa presentato dalle coop emiliane prevedeva interventi dalla logistica ai servizi, dai costi di sede ai fornitori, dalla pubblicità fino al costo del lavoro.

Il tutto supportato da una politica commerciale che rilanci la qualità e la convenienza. “Ma l’intervento sul costo del lavoro e sull’occupazione richiesto – eccepiscono le organizzazioni di categoria – è pesante ”. Nonostante la gravità delle richieste i sindacati si sono dichiarati “ disponibili a condividere un percorso che traguardi gli obiettivi e che possa mettere le cooperative in condizioni di mantenere l’intera rete e di fare progetti di sviluppo ”. Filcams, Fisascat e Uiltucs, nel ribadire l’applicazione del contratto nazionale della cooperazione, hanno chiesto “ un numero di ore di lavoro che permetta, seppur in un momento difficile, la sopravvivenza e la salvaguardia di un livello economico, personale e familiare, dignitoso” e che “ questo percorso sia sostenuto da ammortizzatori sociali conservativi, quali la cassa integrazione, che permettano alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un sostegno economico per il maggior tempo possibile e all’impresa di realizzare la nuova organizzazione da dare al servizio di vendita ”.

Ma dopo sei ore di faccia a faccia, dalle undici del mattino alle cinque del pomeriggio di martedi, in un albergo romano, si sono profilati troppo distanti i punti di vista delle coop emiliane e dei sindacati circa la sorte della catena di ipermercati e supermercati Ipercoop della Campania: 660 addetti nei tre ipermercati di Afragola ( destinato a questo punto a chiudere ), Quarto e Avellino e nei due supermercati di Napoli-Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere. “Ci saremmo aspettati da parte di coop Estense – dichiara Mario Dello Russo, segretario regionale della Uiltucs – una maggiore apertura nei riguardi dei lavoratori e invece ci hanno fatto proposte peggiori di quelle attese.

Ci hanno detto no alla cassa integrazione, confermando i tagli occupazionali. Poi ci hanno proposto un contratto da sedici ore settimanali che, secondo loro, non avrebbe dato il via ai licenziamenti. Oppure un contratto di 18 ore, che però in questo caso creerebbe esuberi. Spero – l’appello di Dello Russo – che al più presto si possa riaprire il confronto, tenendo nel conto le esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Altrimenti si rischia di cedere i diritti fondamentali della persona”. Prossimo incontro con Unicoop il 3 settembre, all’ufficio regionale del Lavoro. L’8 dello stesso mese la procedura di licenziamento scadrà e potranno essere avviati i 250 tagli annunciati, insieme alla contestuale chiusura dell’ipermercato di Afragola.
(Fonte foto: rete internet)

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