Ieri le tute blu di Pomigliano, in cassa integrazione da anni, hanno assediato il comune e lanciato uova contro la sede Uil. Intanto stamane si torna a manifestare. L’appuntamento è davanti alla fabbrica. E il governo convoca Marchionne per sabato.
Gli operai della Fiat fanno sul serio, a tre anni e mezzo dall’ultimo blitz di strada, gli scontri con la polizia durante il blocco stradale sulla Napoli-Roma. «Marchionne sta per consegnare la Fiat a Chrysler e sta preparando la sua partenza con le grandi stock options», la polemica previsione di Antonio De Luca, storico leader di fabbrica della Fiom.
La rabbia punta sulla resa dei conti. I cobas dell’operaio licenziato Mimmo Mignano affiggono sui muri di tutto il Napoletano la lista dei «complici di Sergio il bugiardo, di Sergio che si è rimangiato tutto»: sindacalisti, sindaci ed ex sindaci di Pomigliano, il vescovo di Nola, Stefano Caldoro, Antonio Bassolino. L’ostilità si manifesta quando centinaia di cassintegrati, erano le undici del mattino di ieri, dopo un corteo spontaneo assediano il comune e tentano di sfondarne il portone per occuparlo. «Sindaco fatti vedere», la minaccia al primo cittadino del centrodestra, Raffaele Russo, paladino indomito, due anni fa, del piano Panda, voluto dalla Fiat per dare il via in tutto il gruppo alla cacciata della Fiom e alla “rivoluzione” del rapporto coi sindacati e dell’organizzazione di lavoro.
La rabbia monta. Poco dopo il corteo si sposta minaccioso verso la sede della Uil, nella vicina via Ercole Cantone. Qualcuno lancia un paio di uova contro il «palazzaccio degli amici della Fiat». Anche qui lo spiegamento di forze è notevole. Una ventina di carabinieri presidiano l’ingresso dell’edificio in cui ha sede il sindacato di Luigi Angeletti. Allora le attenzioni dei manifestanti vengono rivolte verso la vicina via nazionale delle Puglie. In pochi minuti la strategica arteria viene messa in ginocchio da un blocco stradale che durerà poco più di mezz’ora. Subito dopo il rientro in città. Sulla strada i militanti della Fiom incontrano Crescenzo Auriemma, segretario regionale della Uilm. Il dirigente sindacale viene circondato dai cassintegrati. Niente paura, però.
Le intenzioni sono pacifiche. Ne segue un battibecco tra Auriemma e i lavoratori, che lo fischiano a più riprese. Il fuori programma termina in poco tempo. Tutti fanno ritorno alla base, la Torre dell’Orologio, dove poco prima c’era stata la prima assemblea di protesta dei lavoratori Fiat dopo anni di quiescenza sindacale nel limbo della cassa integrazione. Le proteste proseguiranno anche oggi. Nel frattempo da Roma giunge la eco dell’ultima nuova: Marchionne andrà a Roma a incontrare i ministri Passera e Fornero. L’attesa aumenta, la fibrillazione pure. Che ne sarà del piano Fabbrica Italia? «A questo punto devono buttarlo nel cestino e ripristinare lo status quo ante», la speranza dell’operaio Antonio De Luca, finito in cassa integrazione nel settembre del 2008.





