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Lettieri stigmatizza gli attacchi mediatici a monsignor Di Donna e punta sul no all’autorizzazione regionale per il termovalorizzatore. Tavolo tecnico domattina, alle 11, presso l’assessorato regionale all’ambiente, a Napoli, in via De Gasperi.

Mentre l’A2a e la Regione annunciano ricorsi alla magistratura contro i manifestanti, mamme coraggio, studenti, ambientalisti, che stanno bloccando l’ingresso dei camion di rifiuti nell’inceneritore, il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, trasmette un comunicato di solidarietà al vescovo della diocesi, Monsignor Antonio Di Donna, pesantemente attaccato dai giornali per aver tuonato contro termovalorizzatore e “cultura della morte”. ” A nome della Città – scrive Lettieri – esprimo la più profonda vicinanza per taluni strumentali attacchi di cui è stato oggetto sua eccellenza monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, attacchi aventi come unica finalità quella di dividere il fronte unitario realizzatosi su una sacrosanta vertenza legata al blocco, poi ottenuto, del conferimento delle “ecoballe” provenienti da Eboli”.

Il sindaco aggiunge che ” probabilmente non ha fatto molto piacere, a chi guarda al nostro territorio unicamente come luogo di smaltimento dei rifiuti prodotti nell’intera Regione Campania, l’unità di tutte le forze politiche, delle realtà associative organizzate, delle istituzioni locali e religiose “. ” Condanniamo come estremista – ha aggiunto il primo cittadino – unicamente il tentativo di fare apparire questa città in lotta in modo strumentale, senza tenere conto che mamme e studenti non hanno posto in essere azioni che superassero il limite consentito dentro una sfera di partecipazione democratica e pacifica “. Intanto l’amministrazione comunale punta a dimostrare di tutti gli elementi ostativi che potrebbero portare alla revoca, da parte della conferenza dei servizi regionale, dell’autorizzazione delle attività del termovalorizzatore.

“Adesso – l’obiettivo annunciato dal sindaco – tutti lavorino esclusivamente sui tavoli istituzionali, ed in particolare nella già avviata conferenza dei servizi di rinnovo dell’AIA per l’impianto di incenerimento di Acerra, per dimostrare tecnicamente e scientificamente la contrarietà al rinnovo dell’autorizzazione all’impianto, come questa città ha già dimostrato di sapere fare in occasione della discussione per la linea Alta Capacità Napoli-Bari, in quel caso obbligando le altre istituzioni a rivedere la proposta progettuale di tagliare in due ingiustificatamente la città “. Non si sa quanto però sia praticabile questa strada. I cittadini di Acerra vorrebbero un atto di coraggio da parte di Lettieri e cioè l’emanazione di un’ordinanza di chiusura dell’impianto.

Nel frattempo i tecnici dell’osservatorio comunale ambientale indipendente hanno portato alla Regione quelle che per loro sono le prove di una serie di palesi irregolarità in grado da sole di determinare la chiusura dell’inceneritore. Come per esempio l’altezza dei camini di emissione dei fumi, giudicata troppo bassa.